Appalti scuole, Del Corvo venerdì davanti al giudice
Fissata l’udienza preliminare nella quale sono sotto accusa 27 imputati L’indagine iniziò con l’arresto dell’ex direttore generale della Provincia
L’AQUILA. Fissata per venerdì prossimo la mega udienza preliminare per le presunte irregolarità negli appalti gestiti dalla Provincia per la ristrutturazione delle scuole della Marsica. Furono affidati lavori per parecchi milioni ma secondo la Procura esistevano soluzioni alternative che avrebbero permesso di evitare queste spese. È la medesima inchiesta per la quale un paio di anni fa venne arrestato l’ex direttore generale Valter Angelo Specchio, accusato anche di una serie di sprechi di soldi pubblici con impiego di auto di servizio, ma egli contesta ogni accusa. Tra i 27 imputati c’è anche il presidente dell’attuale giunta di centrodestra della Provincia Antonio Del Corvo, accusato di truffa e falso in concorso con Specchio, che venne nominato in quell’incarico in quanto uomo di fiducia del presidente. Questi è chiamato in causa soprattutto per aver avallato la «somma urgenza» dei lavori che la Procura non condivide. Secondo le carte d’accusa, Specchio e Del Corvo, in sostanza, per via degli affidamenti diretti dei lavori, avrebbero procurato indirettamente a enti o società un ingiusto vantaggio.
Del Corvo, che rischia il processo, si è sempre difeso, anche in una conferenza stampa con il suo avvocato, Antonio Milo, sostenendo che i verbali attestanti la somma urgenza dei lavori non sono attribuibili al presidente della Provincia.
L’inchiesta, seguita da tre magistrati che hanno coordinato il lavoro di polizia, carabinieri e finanza, ha portato a indagare in tutto 27 persone. Tra questi Giancostantino Pischedda, procuratore speciale di una ditta sarda che ha eseguito i lavori ad Avezzano. Sotto accusa anche l’imprenditore Franco Rossano Palazzo,che per la Procura non avrebbe mai realizzato un impianto di monitoraggio on line dei lavori edili che erano in corso.
Chiesto il rinvio a processo anche per alcuni imprenditori sardi, Maurizio e Stefano De Pascale, titolari dell’impresa di cui Pischedda era procuratore speciale, oltre che per gli ingegneri Amedeo Figliolini e Cesidio Serafini, i quali sono accusati di aver fatto in modo che la Provincia prendesse in locazione e restaurasse un immobile ad Avezzano in modo da far ottenere un ingiusto vantaggio al titolare del medesimo fabbricato; richiesta di processo anche per gli imprenditori Ronald Vanni e Domenico Cifani.
Nello stesso fascicolo ci sono anche i nomi di una serie di piccoli imprenditori, tutti marsicani, molti dei quali concittadini del presidente celanese, cui sono mosse delle contestazioni di secondario rilievo ma che pure dovranno comparire nell’udienza di venerdì prossimo.
Da questa indagine, scaturita anche grazie a una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali, ne sono nate anche altre, a cominciare da quella sugli acquisti di spazzaneve che ha portato a indagare altre persone.
L’udienza di venerdì prossimo non sarà certamente breve e, naturalmente, è sempre incombente il rischio di notifiche non fatte, impossibili da sanare, come sovente è avvenuto negli ultimi tempi in procedimenti con decine di accusati.
Tra gli avvocati che assistono gli accusati ci sono Giulio Agnelli, Giancarlo Ara, Maurizio Capri, Lando Sciuba, Vincenzo Colaiacovo, Sara Fiordigigli.
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