Appalti su misura, tutte le accuse: «Indagati scaltri e spregiudicati»

23 Agosto 2023

Ecco l’ordinanza che sospende i tre. Il giudice evidenzia «la concezione personalistica di fondi pubblici» Sulla condotta del medico Bafile: «Riusciva a orientare le decisioni di una multinazionale del settore»

L’AQUILA. «Una concezione personalistica dei fondi pubblici» e «una certa scaltrezza e competenza nella materia degli appalti pubblici connessi alla sanità pubblica» che hanno portato il giudice delle indagini preliminari, Christian Corbi, a evidenziare «l’esigenza di sollevare gli indagati dalle funzioni lavorative», vista la «spregiudicatezza del loro agere». Sono alcuni dei passaggi dell’ordinanza della misura cautelare di sospensione dall’esercizio del pubblico servizio nei confronti di Gennaro Bafile, noto primario dell’ospedale dell’Aquila, e dei funzionari Michela D’Amico e Carlo Fruttardo, accusati di turbata libertà degli incanti in concorso fra loro nell’ambito dell’inchiesta su alcuni appalti Asl. A Bafile, considerato uno dei luminari della chirurgia vascolare, vengono contestati anche i reati di falso ideologico e concussione. D’Amico, che è anche assessore al Comune di Castel di Sangro, è già indagata in un altro procedimento sugli appalti Asl. L’azienda sanitaria è parte offesa per quanto riguarda il bando finito nel mirino della Procura dell’Aquila.
la gestione degli appalti
Un «bando su misura», così come evidenziato dal gip: si tratta della gara d’appalto della Asl per l’acquisto di neurotrasmettitori midollari, che partiva da una base d’asta di oltre 1,4 milioni di euro Iva inclusa. Il bando, pubblicato il 30 agosto del 2022, è stato scritto da Fruttaldo con D’Amico come Responsabile unico del procedimento (cofirmatario anche il dirigente dell’unità Acquisizione beni e servizi Paolo Spaziani, indagato ma a piede libero). Il bando chiedeva però una tipologia specifica di neurotrasmettitore, cioè «compatibile con Rm 3 Tesla, con stimolazione adattabile automaticamente alla posizione del paziente». Secondo il giudice, «un bene dotato di siffatte caratteristiche non poteva che essere unicamente e univocamente riferibile a Medtronic spa». Il gip segnala anche le «minacce» a una multinazionale che da tempo fornisce protesi alla Asl. È lo stesso giudice Corbi a sottolineare come gli indagati «considerino le procedure evidenziali quali mere lungaggini burocratiche da bypassare al fine di poter compiutamente gestire ex se le commesse pubbliche proprie al settore sanitario». A spiccare in particolare è la condotta di Bafile, «il deus ex machina degli appalti della Asl». Il primario di Chirurgia vascolare – secondo quanto scritto dal gip – ha ingenerato «un metus publicae potestatis tale da orientare e compulsare i processi decisionali di una multinazionale nella materia dei prodotti medicali». Per i tre indagati, il pm Marco Maria Cellini aveva chiesto gli arresti domiciliari con divieto di comunicazione con soggetti diversi dai conviventi, ma il gip, pur ritenendo la sussistenza di «gravi indizi di colpevolezza» e «il rischio di reiterazione dei reati della medesima specie per i quali si procede», ha optato per la sospensione dal servizio.
condotta personalistica
È uno degli elementi principali contenuti nell’ordinanza del gip: la «concezione personalistica» dei fondi pubblici e la «scaltrezza» mostrata dagli indagati nella materia degli appalti pubblici, che hanno portato alle misure sospensive.
il ruolo della asl
A far partire le indagini interne alla Asl e poi quelle degli inquirenti, sono stati gli stessi colleghi di Bafile. Innanzitutto il servizio di Farmacia aziendale, poi è arrivato anche un esposto di un medico dell’ospedale San Salvatore. Da qui le verifiche interne e la revoca del bando.
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