Appalti terremoto La Procura indaga per corruzione

19 Aprile 2015

Nel mirino un’azienda edile e un funzionario municipale per la ricostruzione di un condominio in periferia

L’AQUILA. Nuova inchiesta su un presunto caso di illegalità nella ricostruzione post-sisma.

Sotto la lente d’ingrandimento della magistratura aquilana è finito l’appalto sulla ricostruzione di un condominio fortemente danneggiato dal terremoto del 6 aprile 2009 situato nell’immediata periferia.

L’inchiesta è stata innescata da un esposto di un inquilino del condominio della cui ricostruzione una ditta veneta ha ottenuto l’appalto. Le ipotesi di reato sono diverse, tra queste anche il concorso in corruzione di persona incaricata di pubblico servizio.

Risultano indagati, oltre al vertice dell’azienda, anche un funzionario del Comune dell’Aquila. Gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero David Mancini, sono arrivati in Veneto per perquisire la sede dell’azienda e hanno sequestrato parecchio materiale. Tra l’altro la stessa azienda ha messo a disposizione tutto il materiale richiesto dalla magistratura aquilana nella convinzione di poter fare chiarezza su ipotesi d’accusa .

Sono pochi i dettagli filtrati dall’inchiesta che è ancora alle sue battute iniziali.

Poco tempo fa gli uomini della polizia giudiziaria della procura dell’Aquila sono arrivati nella sede dell’azienda con un decreto di perquisizione per sequestrare computer e documenti che potessero fare luce sull’inchiesta.

L’inchiesta era inizialmente partita con l’ipotesi di reato di concorso in abuso d’ufficio. Da qui la richiesta del pm Mancini di perquisire gli uffici dell’azienda edile per sequestrare documenti e computer che possano fare luce sulla vicenda.

Più in particolare gli uomini della polizia giudiziaria della Procura antimafia hanno posto i sigilli su atti ritenuti di grande interesse. Le ipotesi di accusa sono successivamente cambiate in concorso in corruzione di persona incaricata di pubblico servizio dopo che la difesa della ditta aveva fatto alcune contestazioni.

Comunque un passo importante a favore della difesa è stato fatto davanti al Riesame.

Infatti i giudici aquilani, in difformità con le richieste della Procura, hanno disposto l’annullamento del provvedimento di sequestro da parte del tribunale del Riesame. Un dato oggettivo ma che si riscontra anche in una serie di altre inchieste che sono andate avanti lo stesso.

Per la difesa si tratta di un elemento che potrebbe cambiare gli esiti dell’indagine al punto da invocare, almeno per l’azienda veneta, la richiesta di archiviazione. Ma non si arriverà in tempi molto brevi alla definizione di questo caso. Infatti la Guardia di Finanza sta ancora esaminando una grande quantità di materiale investigativo e solo tra qualche mese si potranno tirare le somme.

Nelle prossime settimane sono previsti gli interrogatori delle parti coinvolte. L’indagine, secondo quanto si è appreso, poggia anche su una serie di testimonianze raccolte dagli investigatori ancora prima del blitz.

(cr.aq.)

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