Appalto sottoservizi, 6 persone nei guai

Turbativa d’asta, chiesto il processo per Frattale, Taddei e alcuni tecnici. L’udienza preliminare fissata al 20 settembre
L’AQUILA. Il pm Stefano Gallo ha chiesto il rinvio a giudizio a carico di sei persone per presunte irregolarità sull’affidamento di una parte del mega appalto di 80 milioni per rifare i sottoservizi. Pochi giorni fa il gup ha fissato al 20 settembre la data dell’udienza preliminare per turbativa d’asta.
Si tratta di un appalto il cui soggetto attuatore è la Gran Sasso Acqua mentre la realizzazione è affidata a un’associazione temporanea di imprese costituita da Acmar, Taddei e Edilfrair. La richiesta di processo riguarda i responsabili di queste ditte e, in particolar modo gli imprenditori Giovanni Frattale e Danilo Taddei, oltre all’ingegnere Aurelio Melaragni direttore della Gran Sasso Acqua.
Imputati anche rappresentanti di Acmar, progettisti e coloro che in qualche modo hanno avuto un ruolo nell’aggiudicazione dei lavori: Alfredo Zaccaria, Pieralberto Properzi, Flavio Lombardi.
L’inchiesta della Finanza, più in particolare, riguarda «lavori di ricostruzione di infrastrutture nell’ambito urbano del centro storico». L’avvio dei lavori di questa opera strategica fu preceduto da una conferenza alla presenza di tutte le istituzioni. Il primo lotto ha portato alla realizzazione di una galleria “intelligente”, dentro la quale potrà camminare un tecnico per ispezionare lo stato delle reti, sotto tutto il corso principale del centro storico del capoluogo.
È stata costruita una struttura polifunzionale, denominata tunnel, collocata nel sottosuolo e contenente, in uno spazio comune accessibile, tutti i servizi di rete.
Questi lavori interessano l’area compresa tra via Cascina e via Fortebraccio e da piazza Battaglione Alpini, con via Castello e via Garibaldi, fino alla Villa comunale dove ora sono in corso, con estensione anche al quartiere di Santa Maria di Farfa. Per sottoservizi, in particolare, si intendono le reti di distribuzione idrica, le fognature , la rete Enel, la rete telefonica, la rete in fibre ottiche. Gli accusati sono assistiti dagli avvocati Antonio Milo, Ascenzo Lucantonio, Attilio Cecchini, Angelo Colagrande, Antonio Boschetti.
Secondo le difese l’impianto accusatorio è destinato a crollare nell’udienza preliminare o nel dibattimento.
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