Appello a gestire le tensioni dopo l’episodio di violenza

L’AQUILA. «L’abbandono, la solitudine e il senso di frustrazione che stiamo vivendo in questi giorni portano al riacutizzarsi di malesseri sopiti e a gesti di violenza. Quanto accaduto con l’aggressio...
L’AQUILA. «L’abbandono, la solitudine e il senso di frustrazione che stiamo vivendo in questi giorni portano al riacutizzarsi di malesseri sopiti e a gesti di violenza. Quanto accaduto con l’aggressione alla giovane aquilana è deprecabile, ma va contestualizzato in un momento di forte criticità della nostra società».
L’assessore comunale alle pari opportunità, con delega alla prevenzione psico-sociale, Maria Luisa Ianni, lancia un appello alla coesione e alla fiducia. «Il contesto che viviamo», afferma, «non giustifica alcun episodio di sopruso nei confronti del prossimo, tantomeno di una donna, ma è evidente che si continua a registrare una tensione sociale molto alta, che va gestita. E il ruolo delle istituzioni, in tal senso, è fondamentale». Una tensione sociale che Ianni riconduce «all’insicurezza legata al lavoro, all’instabilità economica e affettiva. C’è tanta gente senza occupazione a causa dell’emergenza coronavirus», afferma. «Per quanto tempo si potrà vivere di assistenzialismo? Dobbiamo reinventarci e pensare a nuove progettualità: nei prossimi mesi si registrerà un aumento delle patologie psicologiche legate alle restrizioni e alla mancanza di libertà. Dobbiamo trovare il modo di allentare la tensione emotiva smussando gli angoli, ricucendo i rapporti. Il distanziamento sociale», suggerisce Ianni, «deve tradursi nella nostra capacità di essere umani». L’invito è «a non puntare il dito contro gli altri, ma a ritrovare se stessi. Il livello di paura nel domani è elevato, ma non deve far vacillare le nostre certezze. No, quindi, alla violenza e a ogni forma di sopruso: la situazione attuale non può essere una scusante per aggredire o prevaricare gli altri. La pace sociale è fondamentale. Abbiamo la necessità di uscire dalla nostra comfort zone, andare incontro al prossimo, almeno mentalmente. Stare a casa è un impedimento fisico, ma non rappresenta uno steccato interpersonale». (m.p.)

