Appello dei Comuni del Parco: «I servizi sanitari vanno garantiti»

PESCASSEROLI. La medicina di base deve essere assicurata a tutti i cittadini dei comuni montani. A lanciare l’appello sono stati i sindaci Luigi La Cesa (Pescasseroli), Antonio Di Santo (Opi)...
PESCASSEROLI. La medicina di base deve essere assicurata a tutti i cittadini dei comuni montani. A lanciare l’appello sono stati i sindaci Luigi La Cesa (Pescasseroli), Antonio Di Santo (Opi) Giuseppina Colantoni (Villetta Barrea), Giancarlo Massimi (Civitella Alfedena) e Andrea Scarnecchia (Barrea), alla luce della situazione che si è venuta a creare nella zona. Da mesi, infatti, si verificano disservizi quali l’assenza di medici di famiglia sui territori o la soppressione del medico a bordo dell’ambulanza del 118 in servizio al presidio sanitario di Pescasseroli. Per questo i primi cittadini hanno chiesto, alla Regione in primis, che vengano rispettati gli impegni presi e soprattutto che sia data priorità al potenziamento dei servizi sanitari territoriali. «La presenza del servizio sanitario e del medico h24 e il buon funzionamento del 118 rappresentano un punto imprescindibile», hanno precisato i sindaci di Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea, «tanto più che questo è l'unico presidio sanitario sul territorio al centro del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Nei giorni scorsi il Comune di Pescasseroli ha avuto notizie riguardo il ripristino a breve della piena operatività del servizio medico. Occorre, però, rafforzare l’attenzione in vista delle consistenti risorse che arriveranno grazie al piano nazionale di ripresa e resilienza. L’azione amministrativa e politica che gli amministratori intendono favorire è quella legata al potenziamento dei servizi socio sanitari sul territorio, evitando di alimentare bagarre politiche improduttive per il bene della collettività». Secondo i primi cittadini, quindi, anche se le situazioni che si sono venute a creare verranno risolte, «la mancanza di un medico sui mezzi del 118 di Pescasseroli rappresenta a tutti gli effetti una riduzione di pubblico servizio che va a gravare su una popolazione già in difficoltà per la distanza dai servizi e dai presidi ospedalieri. Tutto questo a ridosso del periodo turistico invernale e quando siamo purtroppo ancora alle prese con una grave pandemia. Quello che stiamo vivendo è un momento storico dove ci vorrebbero più medici e più strutture sanitarie, invece le comunità dell’Alto Sangro vedono ridotti i livelli di assistenza sanitaria. Confidiamo pertanto in una pronta risposta affinché vengano rispettati gli impegni e i cittadini delle nostre comunità». (e.b.)
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