Apre le porte la Accord Phoenix

Nel capannone lavoreranno 129 dipendenti dell’ex polo elettronico
L’AQUILA. Un cantiere aperto. Conclusi i lavori per l’interramento di uno dei macchinari principali, tra due settimane saranno terminati anche quelli al tetto dello stabilimento. Non è un taglio del nastro, per il quale si dovrà aspettare il mese di ottobre a detta del presidente Ravi Shankar, ma un sopralluogo per verificare lo stato dell’arte. In prima fila ci sono i “controllori” di Invitalia, il presidente Giancarlo Innocenzi Botti e il direttore generale Bernando Mattarella, venuti a vedere come e dove si stanno impiegando i 10,7 milioni concessi per la realizzazione del progetto da 38,6 milioni. E in effetti, all’interno del capannone si respira un’aria cosmopolita. A partire dal presidente dell’azienda Ravi Shankar, che è un ingegnere anglo-indiano, passando per il coordinatore del progetto industriale, lo scozzese James Bell, fino alle ditte tedesche e francesi che hanno fornito i macchinari e agli esperti, sempre stranieri, che arriveranno per i corsi di formazione del personale da riassumere. Anche il mercato, per il materiale rigenerato che sarà prodotto dallo smaltimento di rifiuti elettronici, si annuncia mondiale. I tempi si sono allungati: «Ma del resto siamo in Italia», commenta il sindaco Massimo Cialente che, affiancato dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli e dalla senatrice Stefania Pezzopane, mostra orgoglioso il «suo gioiello», fortemente voluto, «nonostante i tanti boicottaggi messi in campo, sia a livello locale che nazionale». L’ingegnere Shankar è ottimista: «Tra un mese assumiamo le prime 20 persone, poi procederemo a step, con 15 addetti alla volta, per inaugurare lo stabilimento a ottobre, con 60 operai al lavoro». A regime, l’azienda occuperà 129 ex lavoratori del polo elettronico. Tra i 146 che hanno presentato il curriculum, solo in 30 sono ancora in mobilità, mentre un centinaio è rimasto senza alcun reddito.
Il direttore generale Francesco Baldarelli mostra le quattro aree in cui è stato diviso il capannone e dove si lavoreranno i materiali scaricati ogni giorno: monitor, Rae, cavi, vetro delle lampadine. Si rivenderanno le materie prime, come il rame, e il resto finirà in un enorme tritatutto.
Romana Scopano

