Aquilani contro milanesi maxi-rissa con due feriti

5 Agosto 2020

L’AQUILA. Aquilani contro milanesi. Maxirissa a Gallipoli (in due tempi) con 30 partecipanti, e un giovane della provincia dell’Aquila ferito a un occhio. Tutti identificati e denunciati da polizia e...

L’AQUILA. Aquilani contro milanesi. Maxirissa a Gallipoli (in due tempi) con 30 partecipanti, e un giovane della provincia dell’Aquila ferito a un occhio. Tutti identificati e denunciati da polizia e carabinieri che sono intervenuti su segnalazione dei cittadini. Le risse si sono scatenate il 30 luglio e il primo agosto scorsi. Il primo contatto tra i due gruppi contrapposti è avvenuto in via Savonarola. All’arrivo delle forze dell’ordine, tuttavia, non c’era più nessuno in strada: tutti si erano dileguati appena in tempo. Le indagini sono proseguite all’alba del giorno successivo. Gli investigatori hanno dunque riscontrato che un ragazzo milanese era finito in ospedale con una ferita al petto causata da un’arma da taglio, medicata con 25 punti di sutura e una prognosi di 10 giorni. Il giovane dell’Aquilano, invece, è finito nello stesso ospedale per traumi al volto e a un occhio. Carabinieri e polizia hanno ricostruito l’accaduto – attraverso numerose testimonianze – e hanno identificato tutti i protagonisti della rissa. Ventotto dei 30 partecipanti, tra i quali ci sono anche 9 minorenni, sono stati indagati per rissa aggravata da futili motivi.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i due gruppi, che erano alloggiati in case-vacanza vicine, dopo aver discusso per futili motivi ed essersi insultati reciprocamente, hanno dato vita a una rissa armati di cinghie, coltelli da cucina e bottiglie di vetro. Al termine dell’attività di indagine si è appurato che il gruppo milanese era composto da 18 giovani (6 dei quali minorenni), quello aquilano da 12 coetanei, di cui 4 minorenni.
Non se la caveranno soltanto con una denuncia. Infatti nei confronti dei 28 indagati è stata fatta la richiesta al questore di disporre il foglio di via obbligatorio che comporterà il divieto di ritorno a Gallipoli per un periodo di tre anni. Infine, saranno denunciati anche i titolari delle agenzie delle case-vacanza dove erano alloggiati i giovani, per inottemperanza alle norme che prevedono la registrazione degli ospiti in un apposito portale.
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