Aquilani più poveri, in coda donne e giovani

19 Marzo 2021

Così occupazione e pensioni in provincia: riduzione dei redditi e maggiore ricorso alla cassa integrazione

L’AQUILA. Redditi bassi, pensionati sempre più poveri e cassa integrazione alle stelle. Sono i dati del report della Cigl su lavoro e pensioni in provincia dell’Aquila. A scontare gli effetti della crisi anche i giovani e le donne.
«Nel 2020 la crisi ha colpito duramente il nostro territorio», premette il segretario provinciale della Cgil Francesco Marrelli, «a una già fragile economia provinciale si è aggiunta una situazione di estrema difficoltà generata dalla pandemia». Il territorio vede un pesante arretramento con una riduzione di reddito per centinaia di famiglie e l’espulsione di migliaia di lavoratori precari dal mondo produttivo. I numeri parlano chiaro: scivolano verso una condizione di povertà interi nuclei familiari, si accentuano le differenziazioni tra reddito femminile e maschile e tra le tre macro aree dell’Aquila, Avezzano e Sulmona. «Per la nostra provincia l’importo medio mensile della pensione di vecchiaia è di 855,48 euro», spiega il sindacalista, «con una importante differenziazione tra uomini e donne: per i primi il valore medio è pari a 995,88 euro, per le donne è di 651,34, cioè il 34,5% in meno». Tale importo medio risulta il più basso tra tutte le provincie abruzzesi per un valore percentuale dell’11,5% in meno rispetto alla media Abruzzo. Nella provincia si accentuano le differenziazioni tra territori, il tasso di disoccupazione nel 2019 per Sulmona era del 13,3%, per Avezzano dell’11,8% e per L’Aquila al 9,6%. Il reddito da lavoro dipendente nel 2018 si colloca al di sotto della media nazionale: per l’Aquila è di 21375,9 euro con un 4,36% in meno rispetto alla media nazionale calcolato per fasce demografiche; per Avezzano 19855,9, con meno 3,95% e per Sulmona 19580, (– 5,2%). Per migliaia di lavoratori il reddito a seguito della pandemia ha subito una drastica riduzione dovuta alla sospensione dei rapporti di lavoro tramite l’utilizzo degli ammortizzatori sociali; il confronto della variazione percentuale sull’andamento delle ore di cassa integrazione per gli anni 2019-2020 fa registrare un incremento del 1779%. E il reddito di cittadinanza interessa oggi il 5,44% della popolazione. La risposta per Marrelli, è in «concrete azioni di sostegno ai redditi, passando per l’incremento dell’occupazione stabile e il miglioramento dei servizi alla collettività».