Aree protezione civile Piano da 100mila euro

20 Dicembre 2020

L’AQUILA. In attuazione del piano di emergenza comunale è stata avviata un’operazione (costo circa 100.000 euro) di «miglioramento e approntamento per il pronto impiego delle aree di attesa,...

L’AQUILA. In attuazione del piano di emergenza comunale è stata avviata un’operazione (costo circa 100.000 euro) di «miglioramento e approntamento per il pronto impiego delle aree di attesa, ammassamento ed emergenza di protezione civile». Aree individuate dal Comune in un apposito piano.
Nel documento, in premessa, si legge che «il territorio del Comune dell’Aquila è stato interessato da numerosi eventi che hanno messo in evidenza la necessità di rendere immediatamente utilizzabili le aree di attesa ed accoglienza nonché le aree di ammassamento».
La necessità è anche quella di individuare specifiche infrastrutture da utilizzare per la protezione civile in caso di emergenze.
Riporta ancora la delibera, infatti, che «al fine di garantire i servizi essenziali, nonché l’allestimento di una struttura mobile deputata all’emergenza, si deve necessariamente provvedere alla dotazione minima standard di infrastrutture in quante più possibili aree di accoglienza, attesa o ammassamento».
«Detto allestimento» viene ancora specificato nel documento comunale «può ricomprendere svariate installazioni tra le quali le fondamentali risultano essere: laddove mancante, l’illuminazione dell’area, anche mediante allaccio alla rete di distribuzione elettrica nonché, onde scongiurare le conseguenze di un collasso della rete elettrica, anche di qualche elemento illuminante autoalimentato (con pannello fotovoltaico); l’allaccio alla rete fognante pubblica ovvero, nell’eventualità che la zona non sia raggiunta dal collettore pubblico di reflui ovvero risulti troppo oneroso procedere all’allaccio, l’installazione di specifiche fosse Imhoff debitamente dimensionate. Inoltre ove non presente, la predisposizione all’allaccio alla rete idrica pubblica».
La delibera specifica che «il tutto» viene fatto «per garantire un abbattimento dei tempi di risposta in caso di una nuova massiva emergenza che comporti l’allestimento di tendopoli o centri di ammassamento». (g.p.)
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