Aree ritrovo e servizi anti-sciacalli Si prepara la grande evacuazione
Individuati alcuni parcheggi in periferia: mobilitata la Protezione civile per assistere la popolazione La zona rossa da sgomberare verrà presidiata dalle forze dell’ordine. In settimana l’ordinanza
AVEZZANO. Cinque aree di ritrovo per i cittadini e almeno una struttura per ospitare i fragili in occasione della maxi evacuazione di domenica prossima, quando dovrà essere disinnescato e fatto brillare l’ordigno bellico trovato in via Cupello, angolo via Opi.
5 AREE DI RITrOVO
Le zone individuate in cui radunare eventualmente i cittadini evacuati – circa 20mila – durante l’operazione bomba saranno presidiate dai volontari della Protezione civile per ogni necessità. Tra queste c’è il parcheggio dell’ospedale. Le altre quattro zone, due a Sud e due a Nord della città, sono state individuate in parcheggi pubblici e ampie zone antistanti alcune chiese cittadine. Le aree di ritrovo saranno rese note nel vademecum che il Comune sta mettendo a punto e che verrà recapitato nella corrispondenza di ogni famiglia costretta a lasciare la propria abitazione. Ai cittadini sono consigliate anche delle vie d’uscita dalla zona rossa per facilitare la circolazione stradale ed evitare disagi e inconvenienti. Per i cittadini fragili, invece, il Comune sta valutando di utilizzare almeno una struttura al chiuso. Tra le ipotesi al vaglio c’è la scuola di via Puglie che durante le operazioni di disinnesco e brillamento dell’ordigno farà anche da centro di coordinamento visto che pure il Centro operativo comunale (Coc), allestito a via Fontana, dovrà essere abbandonato in quanto all’interno dell’area a rischio. Nel vademecum sarà indicato anche un numero di telefono dedicato ai fragili, 210 non autosufficienti, 432 beneficiari di assistenza sanitaria domiciliare e 500 ultraottantenni soli, con tre operatori pronti a dare ogni informazione e raccogliere eventuali richieste. Tra i punti sensibili da evacuare figurano, invece, la clinica Di Lorenzo, l’istituto don Orione, la casa di riposo Sacro Cuore, i cui ospiti saranno temporaneamente condotti in strutture sanitarie, il carcere San Nicola, oltre alla stazione ferroviaria, al terminal bus, alla caserma dei carabinieri e a tre distributori di carburante.
L’ORDINANZA
Ulteriori dettagli verranno definiti nel corso di un nuovo vertice, convocato dalla prefettura, che si terrà martedì. Già mercoledì la prefettura potrebbe emettere un’ordinanza di sgombero della zona rossa, individuata dagli artificieri in un raggio di 1.481 metri dal luogo del ritrovamento dell’ordigno, alla quale farà seguito l’ordinanza del sindaco Gianni Di Pangrazio. La bomba americana della Seconda guerra mondiale è riemersa dieci giorni fa in un cantiere privato durante lavori di scavo. L’ordigno del peso di mille libbre (circa 450 chili) contiene 250 chili di esplosivo. È una delle bombe più grandi e potenti mai ritrovate in Italia.
LE FASI
Le famiglie interessate dovranno lasciare le abitazioni entro le 8.30. Solo dopo gli artificieri inizieranno il delicato disinnesco. L’operazione, dunque, si articolerà in quattro fasi, come spiegato dagli esperti, la prima riguarda la rimozione dei congegni di attivazione, ovvero le due spolette, che avverrà sul luogo del ritrovamento all’angolo tra via Opi e via Cupello. Una volta despolettato, l’ordigno diventa molto meno pericoloso. A quel punto il residuato bellico da mille libbre potrà essere trasportato nella cava a Massa d’Albe di proprietà della Celi Calcestruzzi dove gli artificieri del 6° Genio Pionieri di Roma provvederanno alla predisposizione del sito prima di farlo brillare. Anche a Massa d’Albe dovranno essere prese delle precauzioni: occorre un raggio di sgombero di 400 metri e si consiglia di proteggere i vetri degli edifici fino a 340 metri di distanza. Si ipotizza che l’intera operazione possa durare circa 6 ore. I cittadini evacuati, si stima, potranno rientrare a casa verso le 12.30. Al termine delle operazioni la popolazione verrà comunque avvisata dal suono della sirena o del palazzo municipale.
SERVIZIO ANTI-SCIACALLI
Tutti i varchi di ingresso e di uscita dalla zona evacuata saranno presidiati. Saranno i volontari della Protezione civile a sbarrare le strade per evitare ingressi nella fascia oraria interessata dalle operazioni, mentre le forze dell’ordine, polizia locale, polizia di Stato, carabinieri e Guardia di finanza, saranno impegnate nel servizio di pattugliamento per controllare che tutti i residenti abbiano abbandonato l’area e per scoraggiare qualche malintenzionato. È infatti previsto un apposito servizio antisciacallaggio, come fanno sapere dalla questura dell’Aquila.
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