Areslab punta a scoprire i tesori dell’Aquilano

I docenti illustrano gli obiettivi dell’iniziativa-laboratorio attivata al Liceo Il prof Genovese: «Ragionare sul territorio come possibilità di ricchezza»
L’AQUILA. Intervistati dagli studenti, il professor Genovese e il dottor Marino illustrano i dettagli del progetto nell’intervista che segue.
Professor Genovese, lei ci ha raccontato che nel suo viaggio in Grecia, regalo di laurea dei suoi genitori, non ha trovato corrispondenza con i suoi studi. Perché questa discrepanza?
«Ho imparato che l’archeologia è materia da ricostruire: è diversa da come ci viene presentata dai libri. È necessario distinguere tra l’archeologia “immaginaria” e quella dei fatti, sul campo: ritengo opportuno spingere su quest’ultima. Io tratto un’archeologia dell’effimero: non sempre si trova un Colosseo, ma quante volte siamo passati vicino a qualcosa di apparentemente insignificante che in realtà celava informazioni preziose? Bisogna stare attenti con gli scavi, spesso è un rischio. Archeologia è pazienza, elaborazione, ricostruzione, documentazione, ricerca e studio, non dev’essere accompagnata da troppi clamori. Non c’è bisogno di un’archeologia sensazionale, altrimenti si rischia di riportare false notizie e di trascurare dettagli rilevanti».
Come dovrebbe lavorare l’archeologo secondo lei?
«È un tecnico che ha bisogno della propria équipe. Io stesso sono supportato da una squadra di geografi, architetti, topografi, informatici e numismatici. Solo con la collaborazione di tutte queste professionalità si otterrà un buon risultato».
Gli obiettivi di Areslab?
«Riteniamo che Areslab debba essere laboratorio di idee nel quale ci sia una comunità di giovani che inizino a ragionare sul proprio territorio come possibilità di ricchezza. Vogliamo che diventi centro di forza per fare archeologia nel migliore dei modi, e diffondere cultura e turismo».
Quali gli obiettivi del progetto di alternanza scuola-lavoro?
«Voglio instradare gli studenti a lavorare per il proprio territorio, con una professionalità scientifica che si otterrà con l’esperienza».
Dottor Marino, lei ha presentato alcuni aspetti della comunicazione e di come verrà curata nel progetto. Può ulteriormente chiarire il ruolo che essa avrà all’interno di Areslab?
«Ritengo la comunicazione importante quanto la scienza stessa. Operare una ricerca scientifica non serve a molto se il pubblico non la recepisce. È quest’ultimo a poter cambiare le cose attraverso le nozioni, gli strumenti che gli fornisce la ricerca scientifica. Ma la scienza non è democratica: ha bisogno di mezzi per comunicare con la popolazione che non comprende i tecnicismi. E per far avvenire ciò la cultura deve aggiudicarsi il mercato del tempo libero, competendo con una partita di Champions o Maria De Filippi. Questa è una sfida che ci siamo sentiti di raccogliere e siamo fiduciosi di poter vincere anche insieme a voi».
Alessandro Sarra
Claudio Sponta
Gabriele Profeta
Giorgia Totani
Ludovica Cardelli
Maria Zappavigna
Matteo Bucci
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