Arischia lamenta tutti i ritardi della ricostruzione

9 Aprile 2015

La denuncia di Colageo: «Dal Comune le solite promesse» Campo sportivo da ripristinare, la chiesa attende i restauri

L’AQUILA. «La ricostruzione di Arischia è ferma al palo». Una riflessione sulla frazione arriva da Abramo Colageo.

«Ogni anno, nella ricorrenza dal terremoto del 2009, tramite stampa faccio presente della situazione sulla ricostruzione della frazione, nella quale nulla è stato fatto dall’amministrazione comunale aquilana, nonostante le molte promesse fatte in occasione delle passate elezioni amministrative. La ricostruzione della scuola elementare, per cui vi era il progetto, è ancora un sogno. Per il campo sportivo che ospitava la tendopoli, la società sportiva attende con pazienza il ripristino da sei anni. Intanto la squadra, per giocare, paga il campo di Pizzoli. Per la contrada Colle demolita dal terremoto, le vie sono quasi impraticabili, le case puntellate che, con il tempo sono un pericolo come l’antico palazzo del vecchio comune a rischio crollo perché i puntelli si sono deteriorati nel tempo e sono un pericolo per le poche coraggiose famiglie che sono rientrate nelle loro case. La medioevale chiesa è tutta puntellata, nonostante un progetto redatto nel 2011 di 1,2 milioni di euro stanziati, provenienti dall’8 per mille e le assicurazioni fatte che sarebbe stata una delle prime 5 chiese della diocesi e le recenti promesse è ancora di là da venire. La ricostruzione della chiesa è urgente per una popolazione cresciuta di circa 2000 anime. Nel borgo sorge uno dei 19 quartieri del Progetto Case e Map. La chiesa di legno costruita in piazza San Rocco è piccola: nelle ricorrenze importanti la gente resta fuori. Il novello abate è in difficoltà per le funzioni religiose e il catechismo. Con la ricostruzione della chiesa deve assolutamente ripartire anche la ricostruzione del paese che è cresciuto attorno ad essa, il che permetterebbe alle famiglie di rientrare nelle loro case, come nei passati terremoti i nostri nonni subito si adoperarono per la ricostruzione del borgo per ben tre volte».

«La popolazione non vuole che il paese sia all’abbandono e fa appello a chi di dovere di non lasciare morire il borgo. Gli arischiesi sono stanchi e amareggiati, in paese non c’è un rappresentante del Comune, perché le circoscrizioni sono state soppresse e i cittadini non sanno a chi rivolgersi per i tanti problemi che si presentano. Fanno appello ai rappresentanti delle istituzioni: è ora di iniziare a ricostruire il borgo. Dice bene Parisse sul Centro: “dopo 6 anni nelle frazioni del comune dell’Aquila nulla o quasi nulla è cambiato rispetto alla notte che ha fermato la storia dei borghi”. Arischia è uno dei paesi dove tutto è fermo nonostante che il borgo è stato oggetto di interessamento della facoltà di architettura dell’Università della Sapienza di Roma, con le laureande Compagnone e Primigenio nella tesi di laurea: “Il piano di ricostruzione di Arischia”. Ma probabilmente il Comune forse non è a conoscenza o non è ancora interessato a far tornare il centro storico, il cuore della vita sociale del paese. Intanto gli arischiesi aspettano con pazienza le decisioni delle istituzioni, e forse, se ne riparlerà alla prossima campagna elettorale».