Arrestato per droga ma non va in carcere: «Deve curarsi»

Concessi i domiciliari a un 63enne malato che era stato trovato con quasi un etto e mezzo di cocaina
SULMONA. In casa aveva quasi un etto e mezzo di cocaina ma evita il carcere perché deve sottoporsi a un intervento. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Emanuela Cisterna, ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari a Angelo Campellone, 63enne di Sulmona, finito in manette mercoledì sera poiché trovato in possesso di droga e bilancino nella sua abitazione. L'uomo, difeso dall'avvocato Alessandro Margiotta, si è avvalso della facoltà di non rispondere anche se ha rilasciato dichiarazioni spontanee nel corso dell'udienza di convalida.
«Sono malato e mi devo curare. Quello che avete trovato è solo una scorta per uso personale», ha detto il 63enne al gip che ha convalidato l'arresto e ha applicato la misura dei domiciliari legata allo stato di salute dell'uomo. «La richiesta del pubblico ministero di applicare la misura della custodia cautelare era apparsa legittima e giustificata dalle esigenze cautelari. Tuttavia, in sede di udienza di convalida, il difensore dell'imputato ha depositato documentazione medica delle gravi patologie di cui l'indagato è affetto», scrive il gip Cisterna nell'ordinanza cautelare.
Da qui la misura dei domiciliari e l'autorizzazione a recarsi nelle strutture ospedaliere per le cure. Il 63enne, nel corso di un blitz effettuato dai carabinieri del nucleo operativo e della stazione, è stato trovato in possesso di 130 grammi di cocaina e un bilancino di precisione. A settembre 2025 era stato arrestato anche il figlio con oltre un chilo di droga tra cocaina e fumo e una somma in contanti di 236mila euro.
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