Arrestato per errore, libero dopo 20 giorni

15 Settembre 2019

Capistrello, avrebbe violato il divieto di avvicinarsi alla famiglia. Ma alla guida dell’auto c’era il padre

CAPISTRELLO. Finisce in manette per essersi avvicinato all’abitazione della ex, nonostante il provvedimento del tribunale che gli impediva di tornare in paese dopo l’accusa di maltrattamenti. Si scopre, però, che l’uomo si trovava a Salerno proprio a quell’ora, per lavoro, e quindi viene scarcerato dopo venti giorni di domiciliari. L’equivoco è nato quando è stata avvistata la sua auto in paese. Ma poi, dopo l’arresto, si è scoperto che alla guida della macchina c’era il padre dell’uomo.
È quanto accaduto a Capistrello, dove P.P., 42 anni, del posto, è finito nei guai dopo la denuncia della moglie. Secondo l’accusa, lui le aveva reso l’esistenza invivibile con comportamenti violenti in casa. Sempre secondo quanto riportato nelle denunce, lui la opprimeva, la ingiuriava e l’aggrediva tra le mura domestiche. Una situazione che sarebbe andata avanti per diverso tempo fino a quando lei non ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine, denunciando i presunti episodi di violenza domestica. Dopo la segnalazione della donna alle forze dell’ordine e dopo le indagini, per l’uomo è scattata l’accusa di maltrattamenti in famiglia ed è stato sottoposto a un primo provvedimento restrittivo, con un divieto di avvicinamento, e in seguito di dimora nel territorio comunale di Capistrello. Era infatti stato visto, secondo l’accusa, a bordo di un’auto aggirarsi attorno ai luoghi frequentati dalla moglie. Da lì è scattata un’altra denuncia, che ha portato all’arresto, per avere violato il provvedimento restrittivo. L’auto era stata anche ripresa dalle telecamere di sorveglianza, il 30 giugno e il 2 agosto scorso.
Ma l’avvocato difensore del 42enne, Rosita Di Lorenzo, in sede di ricorso al tribunale per la libertà, ha dimostrato che P.P. il 30 giugno era a Roma e il 2 agosto a Salerno e che alla guida dell’auto c’era il padre. L’uomo è stato rimesso in libertà.
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