Arresto cardiaco, i consigli utili per i soccorsi
Il medico Maccarone e l’associazione Azimut in campo per la campagna di prevenzione
L’AQUILA. L’emergenza Covid rischia di far passare in secondo piano altre patologie che provocano decine di migliaia di vittime ogni anno. È il caso, ad esempio, della mortalità per arresto cardiaco. In Italia sono tra 50.000 e 70.000 le persone colpite ogni 12 mesi da improvviso arresto cardiaco extraospedaliero (a casa, a scuola, in ufficio, nei normali atti della quotidianità) e da quando è iniziata la pandemia Covid-19 i numeri sono aumentati e si riduce, contestualmente, la sopravvivenza delle persone interessate. A riportare l’attenzione sulla problematica è il dottor Carmine Maccarone, cardiologo aquilano, che da anni, in collaborazione con l’associazione Azimut, ha avviato una campagna di prevenzione e pronto intervento. In particolare ci sono stati numerosi incontri informativi teorico-pratici con cittadini e studenti nell’ambito del progetto Azimut “Io c’entro, L’Aquila città cardioprotetta” grazie al quale più di 20 postazioni pubbliche con defibrillatore automatico esterno (Dae) sono state posizionate sul territorio cittadino.
«Vorremmo ricordare», dice Maccarone, «i messaggi chiave per il soccorritore occasionale, non medico, che si trovi ad assistere a un sospetto arresto cardiaco. La sequenza delle operazioni di soccorso, nel contesto di una problematica estremamente tempo dipendente, se eseguita correttamente, anche da un semplice cittadino ben informato, nei pochi minuti che occorrono agli operatori del 118 per giungere sul posto, può realmente fare la differenza tra la vita e la morte della persona». Ecco quali sono: indossare sempre la mascherina e verificare la sicurezza dell’ambiente intorno alla persona; verificare lo stato di coscienza e respiro, senza avvicinarsi al viso per avere conferma del sospetto di arresto cardiaco, chi è in arresto cardiaco non è cosciente, non risponde alla chiamata verbale, allo scuotimento, allo stimolo doloroso, non respira normalmente, ansima o boccheggia; chiamare il 118 per segnalare il problema indicando con precisione dove ci si trova e rispondere con calma alle domande mettendo il cellulare in modalità altoparlante per avere le mani libere al fine di eseguire le indicazioni dell’operatore di centrale con il protocollo Tcpr (rianimazione cardiopolmonare sotto guida telefonica); adagiare il paziente in posizione supina (pavimento, fondo stradale) coprendone naso e bocca con una mascherina o un indumento qualsiasi (al fine di evitare l’eventuale diffusione di aerosol legata alla ventilazione passiva della vittima durante il massaggio cardiaco) ed eseguire le sole compressioni toraciche (profondità di circa 5 cm con frequenza 100\120 al minuto) sullo sterno permettendo la riespansione del torace dopo ogni compressione senza preoccuparsi di dover fare la ventilazione bocca a bocca (da considerare eventualmente, se il soccorritore è disponibile, solo in caso di paziente pediatrico soprattutto se in ambito familiare). Se disponibile a breve distanza far reperire un Dae (l’operatore di centrale ha una mappa aggiornata dei Dae disponibili sul territorio cittadino) e utilizzarlo sul torace nudo della vittima (se subito disponibile usarlo anche prima di iniziare le compressioni) come indicato dalla macchina stessa all’accensione o facendosi guidare nell’utilizzo dall’operatore di centrale. Continuare la sequenza del soccorso sotto guida telefonica dell’operatore e dei comandi vocali Dae fino all’arrivo dell’ambulanza. (g.p.)

