Artigiani e piccola impresa, patto di rilancio
Taffo (Acai): «Negli ultimi 4 anni persi duemila posti di lavoro, le aziende hanno bisogno di sostegno»
L’AQUILA. Ridare slancio al mondo dell’associazionismo, a sostegno delle imprese del territorio. È nata con queste finalità l’Associazione cristiana artigiani italiani (Acai), con sede regionale all’Aquila, a cui hanno aderito già duecento titolari di piccole imprese. Coordinata dal commissario, Angelo Taffo, l’Acai eleggerà presidente e organi statutari a inizio gennaio. «Le imprese necessitano di un supporto operativo. Forniremo consulenze legali e tecniche, attiveremo corsi di formazione e affronteremo il problema del credito», dichiara Taffo, che ha promosso una prima iniziativa per domani, alle 17, all’Istituto del Sacro Cuore Ferrari a San Gregorio, dal tema “Artigiani e piccole imprese. Quale futuro?”.
Taffo parte dall’analisi dei dati: «Negli ultimi quattro anni, in Abruzzo, hanno chiuso circa 4mila imprese artigiane. In provincia dell’Aquila, quasi mille», sostiene il commissario dell’Acai, «con una perdita di oltre 2mila posti di lavoro sul territorio provinciale, solo in questo settore. Diecimila i posti cancellati su scala regionale. Numeri che impongono un’azione di supporto forte e decisa al fianco delle imprese per dare risposte concrete in alcuni settori come credito, formazione, consulenze e attrazione di investimenti. Le aziende artigiane vivono un momento di grande difficoltà, dovuto anche all’accesso al credito, che non risulta agevole».
Secondo l’Acai, nel 2018, sono stati erogati, in Abruzzo, 80 milioni in meno alle aziende; almeno 18 milioni in meno i fondi concessi dalle banche agli imprenditori della provincia aquilana. «I centri di controllo degli istituti di credito ormai sono tutti fuori regione», sottolinea Taffo. «Si è perso, pertanto, il rapporto diretto con il territorio e con i titolari delle aziende, che non trovano ascolto alla richiesta di affiancamento bancario per portare avanti le attività. Come Acai vogliamo dare una risposta in termini di sburocratizzazione delle procedure, rilancio dei nuclei industriali, sostegno tecnico alle imprese. Questo presuppone un’azione forte: c’è bisogno di cooperazione ricercando, anche tra le associazioni di categoria, una corporazione economico-sociale per il rilancio del territorio e del sistema imprenditoriale locale. La sofferenza delle aziende è troppo alta: di contro, si registra una scarsa funzione delle associazioni di categoria. Occorre una maggiore coesione finalizzata anche a rivendicare il ruolo di città capoluogo e a rilanciare il comprensorio». Del sostegno a piccole e medie imprese si parlerà nell’incontro di domani, in cui verranno raccolte donazioni per l’Istituto di San Gregorio.
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