Artisti e intellettuali: il Festival si deve fare

1 Ottobre 2019

Da Saviano a Di Pietrantonio a Gifuni: «L’Aquila non merita questa crociata ideologica». Intanto i soldi non sono arrivati

L’AQUILA. Un appello ai cittadini dell’Aquila, in cui viene sottolineato che «per la prima volta un politico è riuscito a impedire lo svolgimento di un Festival della cultura», è stato scritto dagli ospiti che avrebbero dovuto partecipare al Festival Internazionale degli Incontri, dal 10 al 13 ottobre, previsto per il Decennale del sisma 2009.
I firmatari dell’appello – che chiedono a gran voce che il Festival si faccia – chiamano in causa come responsabile il sindaco Pierluigi Biondi. Tra i firmatari ci sono Roberto Saviano, Zerocalcare, Paolo Giordano, Ascanio Celestini, Massimiliano Coccia, Marco Damilano, Donatella Di Pietrantonio, Marcello Fois, Iaia Forte, Giuseppe Genna, Fabrizio Gifuni, Paolo Repetti, Chiara Valerio e Daniele Vicari.
«Chiediamo a tutte le istituzioni coinvolte, a partire dal ministero della Cultura, di confermare il Festival nella sua programmazione e nella direzione artistica, sia nel caso di spostamento della data che di un’eventuale edizione nel 2020. Compiere una scelta diversa significherebbe accettare il principio che le direzioni artistiche devono avere una funzione ancillare e subalterna alla politica», scrivono gli ospiti designati, «un precedente gravissimo e pericoloso. Scriviamo a voi, dopo settimane di polemiche, perché vogliamo esprimere pubblicamente la nostra indignazione per quanto è accaduto. Il sindaco Pierluigi Biondi si è intestato un’azione di cui non si ha memoria: ha bloccato la realizzazione del Festival tirandosi indietro all’improvviso, quando mancavano poche settimane dal suo svolgimento, cercando di imporre delle modifiche sostanziali a un programma che il Comune, l’istituzione da lui presieduta, aveva già approvato. È un gesto che rappresenta molto più di una semplice censura», sottolineano i firmatari, «per la prima volta un politico ha spudoratamente affermato il principio che la direzione artistica di un festival possa essere sostituita da una direzione politica. Per la prima volta un politico ha stilato l’elenco degli ospiti che possono intervenire e di quelli che non sono ritenuti adatti a mettere piede all’Aquila. “Non ce li voglio all’Aquila, città nobile, aristocratica, che non merita questo genere di cose”, ha detto il sindaco, agendo in nome di una crociata ideologica, di una parte e non di tutti, intestandosi gli spazi della città come una cosa sua e soprattutto pretendendo di gestire in prima persona i fondi destinati al Festival dal ministero della Cultura. L’Aquila non merita questo genere di cose», concludono i firmatari, che esprimo «solidarietà» alla direttrice artistica Silvia Barbagallo. Prima che scoppiasse la polemica, il Mibac aveva bloccato il trasferimento del 60% dei 700mila euro destinati al Comune dell’Aquila, che poi avrebbe dovuto trasferire all’Isa, ente attuatore dell’evento.
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