Asili a costo zero per le famiglie coi redditi più bassi

21 Aprile 2019

Approvato il nuovo regolamento per l’accesso al servizio Sì all’introduzione delle esenzioni per le fasce più deboli  

SULMONA. È stato approvato in commissione il nuovo regolamento per l’accesso al nido e micro nido in città. Le nuove regole serviranno a rimborsare le famiglie appena si avrà contezza dei finanziamenti regionali o nazionali sulla formazione dei più piccoli. Si tratta di un regolamento moderno e dettagliato che rimette mano alle fasce di reddito, aumentandole da 3 a 6, con particolare attenzione a quelle più deboli. Inoltre sono stati disciplinati nel nuovo articolo 11 del regolamento i contributi regionali o eventualmente nazionali che permetteranno il rimborso totale della retta alle famiglie fino ad 8.000 euro di Isee (cioè costo zero per i nuclei familiari con redditi più bassi appartenenti alle prime due fasce individuate) mentre oscilla tra il 40 per cento e il 10 per tutti gli altri.
Al momento le rette per gli asili nido sono così ripartite: per redditi superiori ai 34mila euro, o per chi non presenterà la dichiarazione Isee o per i non residenti la retta da pagare sarà intera; per dichiarazioni fino a 34mila euro all’anno la retta sarà pagata all’80 per cento; per redditi fino a 28mila fino al 70%; per Isee fino a 15mila euro al 60%; per redditi fino a 10mila euro al 50 per cento; per dichiarazioni fino a 8mila al 40%. Ora, invece, saranno introdotte nuove esenzioni per le fasce più deboli e in particolare per le prime due, che prima dovevano comunque pagare una metà, o poco meno, della retta per gli asili nido i micro nido che non essendo ritenuti scuola dell’obbligo sono a pagamento anche se pubblici.
Da palazzo San Francesco, infatti, stanno solo aspettando di conoscere l’entità del contributo regionale per rimodulare le fasce di reddito e rimborsare le famiglie che già hanno provveduto al pagamento. Il rimborso sarà direttamente proporzionale alle dichiarazioni e alle fasce di reddito. Le rette più salate erano state decise dalla giunta nei giorni scorsi.
In particolare, i rincari, dal 40 al 58,8 per cento, riguarderanno gli asili nido (bambini dai 18 ai 36 mesi), dove la retta salirà dagli attuali 110 euro a 230 a settembre e del micro nido (dai 3 mesi ai 18), che passerà da 78,40 a 123 euro. Chiaramente le tariffe saranno ripartite in base alla fascia di reddito delle famiglie, con le minime che passeranno da 63 a 99 euro e quelle massime da 210 a 330 euro. Somme che dovranno ora essere tutte riviste con l’arrivo dei fondi regionali o nazionali.
«Fin dall’inizio ho chiesto di scongiurare gli aumenti e tutelare le fasce deboli che hanno bisogno di questo servizio fondamentale e indice di progresso di una comunità», interviene il consigliere di maggioranza Andrea Ramunno. «Ringrazio la giunta e chiunque ha lavorato in questo settore per portare a casa un risultato così importante».
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