Asili, il Comune rimborsa la stangata

19 Aprile 2019

In virtù di un contributo regionale la giunta annuncia aiuti alle famiglie sulle rette che erano state aumentate

SULMONA. Arriveranno i rimborsi per le rette degli asili aumentate nei giorni scorsi. Dopo la stangata, il Comune di Sulmona corre ai ripari e si appresta a rimborsare le famiglie, partendo chiaramente dalle categorie più deboli della popolazione. Il tutto sarà possibile grazie a un contributo regionale, che dovrà arrivare e che non era stato calato nella programmazione del bilancio.
Da palazzo San Francesco, infatti, stanno solo aspettando di conoscere l’entità del contributo regionale per rimodulare le fasce di reddito e rimborsare le famiglie che già hanno provveduto al pagamento. Il rimborso sarà direttamente proporzionale alle dichiarazioni e alle fasce di reddito. «È un’azione che poniamo in essere non perché è scoppiato il clamore mediatico intorno alla questione, ma avevamo già in mente di farlo», dice l’assessore comunale all’Istruzione, Pierino Fasciani. «Ora stiamo solo aspettando l’entità del finanziamento regionale per valutare il da farsi e procedere ai rimborsi». Le rette più salate erano state decise dalla giunta nei giorni scorsi per «avvicinare il costo a quello di altre città non solo del comprensorio peligno, ma del territorio nazionale, dove la retta supera i 400 euro mensili».
In particolare, i rincari, dal 40 al 58,8%, riguarderanno gli asili nido (bambini dai 18 ai 36 mesi), dove la retta salirà dagli attuali 110 euro a 230 di settembre e del micro nido (dai 3 mesi ai 18), che passerà da 78,40 a 123 euro. Chiaramente le tariffe saranno ripartite in base alla fascia di reddito delle famiglie, con le minime che passeranno da 63 a 99 euro e quelle massime da 210 a 330 euro. Somme che dovranno ora essere tutte riviste con l’arrivo dei fondi regionali. Oltre a ciò, però, sono previsti servizi aggiuntivi alle famiglie, tra cui la mensa interna, orari più flessibili e attività extra. Questa la “rivoluzione” degli asili nido comunali avviata dall’assessore Fasciani che, prima dell’entrata in vigore delle nuove tariffe da settembre, dovrà fare in modo che gli uffici avviino le procedure per la gara con il criterio dell’offerta economica più bassa. La preparazione interna dei pasti, infatti, avverrà a seguito di una nuova gara per la concessione della gestione che sarà affidata con il criterio dell’offerta economicamente più conveniente, sulla base di un opportuno bilanciamento tra qualità del servizio e offerta economica. Ora, invece, è previsto un regolamento in base alle fasce di reddito per tutelare le famiglie bisognose e per andare incontro alle loro esigenze, dal momento che i rincari stabiliti avevano preoccupato non poco i genitori. «Il nostro intento è di tutelare le persone in difficoltà e andare a correggere gli aumenti che erano diventati necessari senza il contributo regionale», conclude Fasciani.
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