Asl, continua lo stato di agitazione anti-tagli

14 Settembre 2017

Il sindaco Biondi e il vice Liris chiedono un confronto «per le criticità del sistema sanitario aquilano»

L’AQUILA. Continua lo stato di agitazione del personale dell’Asl, alle prese con il taglio di 5,3 milioni Deciso dalla Regione. La riunione convocata in prefettura su richiesta della Fp-Cgil ha riaperto il dialogo, con l’attivazione di un tavolo di confronto entro le prossime due settimane e l’avvio di una ricognizione sulle carenze della pianta organica, che superano le 500 unità lavorative. Ma l’incontro non si è chiuso con la firma di un accordo, dato che il sindacato ha ritenuto insufficienti gli impegni presi.
Sulla vicenda sono intervenuti anche il sindaco Pierluigi Biondi e il vicesindaco Guido Quintino Liris, che chiedono di «istituire un tavolo tecnico, in tempi rapidissimi, per affrontare e risolvere le criticità legate al sistema sanitario aquilano: su tutte, quella relativa alla carenza d’organico e alla stabilizzazione del personale precario, attraverso idonee procedure selettive». Alla riunione, presieduta dal capo di gabinetto del prefetto, Franca Ferraro, hanno preso parte il direttore generale dell’Asl Rinaldo Tordera e il direttore Luigi Franciotti e per la Regione Antonio Forese, delegato dall’assessore alla Sanità Silvio Paolucci. Allo stato di agitazione indetto dalla Fp-Cgil ha aderito il sindacato Nursind. «Continueremo, attraverso la partecipazione attiva agli incontri che verranno calendarizzati», hanno affermato Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone e Angela Ciccone, affiancati dal segretario Cgil Abruzzo Carmine Ranieri, «a vigilare e sollecitare le soluzioni utili alla salvaguardia dei livelli occupazionali, al ripristino di adeguate condizioni di lavoro e al mantenimento e potenziamento dei servizi pubblici essenziali».
La riduzione del costo del personale comporta, nell’immediato, una riduzione in organico di ulteriori 100 posti, che si aggiungono alla già insufficiente dotazione: attualmente risultano in servizio, secondo quanto riferito dall’Asl, circa 3800 unità lavorative, di cui circa 400 precari, a fronte delle 4053 stabilite nella dotazione organica 2014. A queste si devono aggiungere, nel rispetto della legge 161/2014 relativa ai riposi obbligatori, ulteriori 277 unità lavorative in meno. Alla Regione è stato sollecitato di attingere ai fondi della legge di Stabilità per l’assunzione e la stabilizzazione del personale, il ripristino del turn over al 50%, la rimodulazione del conto economico programmatico.
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