Asl, il ricorso è inammissibile

26 Febbraio 2016

Una candidata aveva chiesto al Tar l’annullamento della prova

ROCCARASO. Il tribunale amministrativo regionale si è pronunciato definitivamente sul ricorso presentato dall’operatore socio sanitario Luigia Pacella e lo ha dichiarato inammissibile.

La sentenza è stata emessa dalla camera di consiglio presieduta da Antonio Amicuzi ed è stata pubblicata ieri sul sito internet del Tar dell’Abruzzo. Nel ricorso al Tar venivano denunciate le presunte irregolarità riscontrate alla prova pratica del concorso bandito dalla Asl, per 4 posti di operatore socio-sanitario, che si è tenuta a Roccaraso, lo scorso 28 luglio. Il ricorso seguiva a un esposto già presentato al ministero della Salute, alla presidenza del Consiglio dei ministri e alla procura regionale della Corte dei Conti, a cui si è aggiunta poi anche un’interpellanza al presidente del consiglio regionale.

Tramite gli avvocati Francesco Di Genova e Mario Angelo Candido, una partecipante, che non ha superato la prima prova, ha presentato il ricorso al Tar per chiedere «l’annullamento del provvedimento relativo al pubblico concorso» e quindi «l’annullamento della prova scritta, all’esito della quale alcuni candidati sono stati ritenuti idonei allo svolgimento della prova orale».

«Il ricorso è infondato per omessa notifica ad almeno uno dei controinteressati», si legge nella sentenza del Tar, in quanto la legge prevede che «qualora sia proposta azione di annullamento, il ricorso deve essere notificato, a pena di decadenza, alla pubblica amministrazione che ha emesso l’atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati che sia individuato nell’atto stesso entro il termine previsto dalla legge, decorrente dalla notificazione, comunicazione o piena conoscenza, ovvero, per gli atti di cui non sia richiesta la notificazione individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine della pubblicazione se questa sia prevista dalla legge o in base alla legge».

In parole povere: il ricorso andava notificato anche ad almeno uno dei candidati che avevano superato la prova pratica e di cui nel frattempo la Asl aveva pubblicato i nomi in una graduatoria.

«Avendo la parte ricorrente chiesto l’annullamento integrale della prova pratica svolta in data 28.7.2015 e dei risultati della stessa», precisa il consiglio, «i candidati che l’hanno superata e che sono risultati idonei allo svolgimento della prova orale sono titolari di un interesse qualificato, ma opposto a quello fatto valere dal ricorrente, in quanto dall’accoglimento del ricorso subirebbero un pregiudizio attuale e concreto».

Nel procedimento la Asl è stata rappresentata dall'avvocato Maurizio Rencricca.(m.t.)

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