Assalto al casello, sigilli alla motosega e patente ritirata

8 Gennaio 2019

L’AQUILA. Convalidato il fermo di polizia giudiziaria a carico di Massimiliano Zilli, il 53enne di Campotosto fermato dalla polizia stradale per aver danneggiato con una motosega l’apparecchio per il...

L’AQUILA. Convalidato il fermo di polizia giudiziaria a carico di Massimiliano Zilli, il 53enne di Campotosto fermato dalla polizia stradale per aver danneggiato con una motosega l’apparecchio per il pagamento del pedaggio autostradale che aveva “ingoiato” il suo bancomat senza restituirlo.
Per l’uomo, accusato di danneggiamento, minacce e altri reati connessi, è stata emessa la misura dell’obbligo di firma nella stazione dei carabinieri di Campotosto, ma per il resto potrà spostarsi a suo piacimento.
In più, confisca dell’automobile, sequestro della motosega e ritiro della patente di guida per un anno.
Al giudice, Giuseppe Romano Gargarella, e ai poliziotti, ha spiegato di aver perso la testa per via del bancomat rimasto incastrato che poi ha cercato di recuperare usando la motosega, andata fuori uso visto che l’apparecchio per il pagamento è in ferro.
L’uomo, in preda ai fumi dell’alcol, era diventato incontrollabile seminando il panico nel casello dove, con la motosega, avrebbe tentato anche di colpire l’addetto nel suo gabbiotto e di danneggiare il cancello della vicina sede della Polizia autostradale.
Nel corso dell’udienza, nella quale l’uomo è stato assistito dall’avvocato di ufficio Giancarlo Ara, si è anche deciso che il processo per direttissima, dopo istanza di patteggiamento, si farà il 16 gennaio.
I guai giudiziari non finiscono qui, nel senso che l’uomo rischia una sospensione dal lavoro (guida gli spazzaneve) e, inoltre, dovrà pagare i danni arrecati alla concessionaria delle autostrade.
L’operazione, in particolare, è stata fatta gli agenti della polizia autostradale, diretti dal sostituto commissario Alberto Ravanetti. Il ricorso alle manette si è reso necessario proprio perché, dopo essere stato portato davanti agli uffici della sottosezione della Polstrada, Zilli ha continuato a dare in escandescenze. Da segnalare, inoltre, che la motosega era custodita nel portabagagli della macchina sulla quale viaggiava l’accusato.
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