Assenteismo, 4 dipendenti dicono no all’archiviazione

15 Novembre 2019

L’opposizione alla richiesta del pm per poter essere scagionati con formula piena Erano rimasti coinvolti, insieme ad altre 45 persone, nelle indagini della Finanza 

SULMONA. Per loro non era stato chiesto il rinvio a giudizio per la particolare tenuità del reato commesso finendo nel lungo elenco dei dipendenti comunali per i quali la Procura aveva chiesto l’archiviazione.
Una richiesta che tecnicamente viene catalogata con l’articolo 131 bis del codice penale, che viene iscritta nel casellario giudiziale perché non scagiona del tutto gli indagati impedendogli eventuali ricorsi e richieste risarcitorie. Inoltre, per alcuni di loro è ancora in corso il processo davanti alla Corte dei Conti e l’archiviazione con il 131 bis, potrebbe in qualche modo pesare sulla decisione finale dei giudici amministrativi.
Motivo che ha spinto quattro dipendenti comunali, Antonella Di Placido, Giulio De Santis, Maurizia Di Massa e Ivana Sfronsone, a fare opposizione alla richiesta di archiviazione così formulata. I quattro, infatti, proprio in virtù delle conseguenze legate all’articolo 131 bis hanno deciso di opporsi alla richiesta del sostituto procuratore Stefano Iafolla per arrivare a essere scagionati con formula piena. I quattro dipendenti del Comune erano finiti sotto inchiesta, insieme ad altre 45 persone, nell’ambito delle indagini condotte dalla Guardia di finanza sui “furbetti del cartellino” del Comune di Sulmona.
Altri quindici dipendenti comunali, per i quali era stata formulata la stessa richiesta, hanno preferito non presentare ricorso accontentandosi di poter chiudere la loro posizione in maniera definitiva seppur con un’archiviazione che andrà a incidere sul casellario giudiziario. Dopo aver ascoltato le ragioni dei quattro comunali, il gip Marco Billi, si è riservato una settimana di tempo per decidere se accogliere la loro richiesta scagionandoli in maniera completa oppure se lasciare tutto così com’è. Non è detto però che i quattro insieme agli altri 35 dipendenti comunali, nei confronti dei quali la Procura ha chiesto l’archiviazione, riescano a uscire definitivamente dalla vicenda giudiziaria.
Nel caso in cui il giudice per le indagini preliminari Marco Billi dovesse ravvisare dei comportamenti o delle situazioni penalmente rilevanti potrebbe anche decidere di rinviare gli atti di tutti o solo di una parte dei 39 dipendenti nuovamente sul tavolo del pubblico ministero indicando nuove indagini o formulando addirittura l’imputazione coatta.
Nella stessa inchiesta figurano altri 9 dipendenti comunali per due dei quali, Marino Cagnone e Roberto Fonte, è arrivata la sentenza di non luogo a procedere. Ha patteggiato la pena di sei mesi e 20 giorni di reclusione e 240 euro di multa, Luminita Josub, dipendente di una cooperativa di servizi.
Dovranno invece sostenere il processo, con l’imputazione di falsa attestazione e truffa, sei dipendenti: Stefano Pezzella, Mirella Santilli, Felicia Vanacore, Marco Chiavari, Giovanni Del Signore e Venanzio Piccoli.
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