Assenteisti, nessuna misura disciplinare

Al palo l’indagine amministrativa affidata a un organismo interno. E il Comune non ha neanche ritirato gli atti dell’inchiesta
SULMONA. La Procura del tribunale di Sulmona ha concluso l’inchiesta con la richiesta di rinvio a giudizio di nove persone. La Procura della Corte dei Conti ha fatto altrettanto chiedendo il giudizio per 18 dipendenti comunali. È invece ancora al palo l’indagine amministrativa che sembra caduta nel dimenticatoio. Invece, secondo la legge Madia sulla riforma della pubblica amministrazione riguardo al comportamenti dei dipendenti assenteisti o di quelli che non rispettano i regolamenti, questo aspetto non sarebbe stato da trascurare.
«La falsa attestazione della presenza in servizio accertata in flagranza o mediante strumenti di sorveglianza o registrazione degli accessi o delle presenze determina l’immediata sospensione cautelare senza stipendio del dipendente». Così recita la legge Madia che evidenzia anche che «il provvedimento dev’essere assunto entro 48 ore dal fatto accertato o anche in tempi più lunghi, perché comunque il decorso delle quarantotto ore non determina la decadenza dell’azione disciplinare né l’inefficacia della sospensione cautelare». Ma dal momento in cui è scoppiato il caso, con la Guardia di Finanza che ha messo sotto inchiesta 49 persone, dal Comune non è stato mosso un dito. Anzi. All’inizio, proprio per non creare situazioni “scomode” da gestire tra amministratori e dipendenti, il caso era stato affidato a un’agenzia esterna che avrebbe dovuto esaminare la posizione di ognuno degli indagati per poi decidere gli eventuali provvedimenti disciplinari.
Ma quando Silvia Krantz, alla quale era stato affidato il compito, stava per mettere mano ai documenti messi a disposizione dalla Procura, la giunta ha deciso di revocarle l’incarico nominando un organismo interno, l’Ufficio procedimenti disciplinari che a, oggi, non ha ancora affrontato la questione.
Da un anno infatti, il faldone con gli atti dell’inchiesta sui presunti “furbetti del cartellino” è fermo in Procura senza che nessuno dal Comune si sia preoccupato di andare a ritirarlo, come confermato dal sostituto procuratore Stefano Iafolla titolare dell’inchiesta.
Nel frattempo, però, gli stessi amministratori comunali si sono attivati per stabilizzare la posizione di alcuni dipendenti che da precari saranno assunti a tempo indeterminato. Ma ci sono malumori legati proprio a quelle vicende giudiziarie – anche di natura contabile – che hanno caratterizzato la vicenda. Una situazione che all’interno di Palazzo San Francesco fa discutere e divide, tanto che in molti hanno chiesto al sindaco di intervenire per sollecitare l’Ufficio provvedimenti disciplinari a esaminare la pratica.
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