Assergi, ora spunta un progetto per risistemare il vecchio mulino

Un cittadino ha presentato la documentazione per rimetterlo in funzione, si trova nell’area del Parco Risale a oltre settant’anni fa, è stata avviata la procedura di valutazione di incidenza ambientale
ASSERGI. Un cittadino di Assergi ha presentato un progetto per la “ristrutturazione e la rifunzionalizzazione del vecchio mulino” della frazione. Nei giorni scorsi, sull’albo pretorio del Comune, è stata data notizia dell’avvio della procedura di Valutazione di incidenza ambientale che è un passaggio necessario prima del via libera ai lavori.
“Il sito del vecchio mulino”, si legge nella relazione allegata al progetto, “ è in un contesto naturalistico, immerso nel Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga, nei pressi del centro storico della frazione di Assergi. L’obiettivo dell’intervento è quello di far rinascere la cultura rurale dei luoghi in cui sorge la struttura, la rimessa in funzione della tecnologia intrinseca del mulino ad acqua garantisce un naturale sostentamento del fabbricato e una facile manutenzione dell’edificio stesso e dello spazio adiacente. I lavori saranno volti a ripristinare la sicurezza sismica del fabbricato e destinarlo ad attività culturali finalizzate alla valorizzazione del territorio. La messa a disposizione del bene alle varie associazioni culturali-scolastiche locali consente la possibilità di valorizzare e sfruttare al massimo la potenzialità dell’edificio rurale, attraverso una gestione indiretta delle attività che si possono organizzare. L'edificio oggi risulta inagibile a causa della vetustà oltre che a causa degli eventi sismici. Si presenta comunque con impianto originario riconoscibile con un corpo di fabbrica principale e due vasche di accumulo acqua che servivano a far funzionare le turbine e le macine destinate alla produzione della farina; il corpo di fabbrica principale era in parte soppalcato e destinato a deposito del raccolto. L’edificio si presta a divenire uno spazio di riferimento sia per il borgo che per il turismo naturalistico, visto il contesto di pregio paesaggistico in cui si innesta. Strutturalmente e architettonicamente si presenta con impianto tipologico originario, per le caratteristiche architettonico-costruttive e per i materiali tradizionali impiegati. Il manufatto si può ricondurre a più di 70 anni fa, sicuramente ante 1932 in quanto esiste documento di autorizzazione all’utilizzo dell’acqua del torrente Raiale ai fini del funzionamento del mulino stesso”.(g.p.)

