Assistenza negata, disabile fa causa all’Inps
Dopo la revoca dell’indennità di accompagnamento è costretta a vivere solo con la pensione di invalidità
SULMONA. Da più di un anno l’Inps le ha revocato l’indennità di accompagnamento, lasciandole 500 euro mensili per vivere grazie alla pensione di invalidità. Così una 25enne sulmonese, affetta da ritardo mentale con sindrome genetica, ha iniziato la sua battaglia legale, approdata lunedì in tribunale. Seguita dall’avvocato Catia Puglielli, la ragazza chiede al giudice di tornare a godere della mensilità di accompagnamento pari a 290 euro. Nell’udienza il giudice si è riservato la decisione sull’opportunità di commissionare una nuova perizia medica, nonostante l’accertamento preventivo del medico legale assegnato al caso abbia già certificato la necessità di riassegnazione dell’accompagnamento.
«Ci sono già capitati casi di questo tipo», interviene il legale, «e mai era capitato che l’Inps facesse opposizione al nostro ricorso. In questo caso, invece, hanno deciso di impugnarlo costringendoci ad avviare un procedimento giudiziario ordinario. Con tutte le conseguenze del caso, legate soprattutto al tempo che continua a passare in attesa di una soluzione positiva». La ragazza è stata riconosciuta invalida al 100 per cento nel 1998 con necessità di assistenza continua e nonostante il suo quadro clinico sia peggiorato negli ultimi anni è arrivata la decisione a sorpresa della commissione Inps di Sulmona di revocarle la pensione di accompagnamento. «La mia assistita non è assolutamente nella condizione di poter essere lasciata da sola, non essendo in grado di compiere autonomamente tutti gli atti della vita», fa notare l’avvocato Puglielli. «In questo caso non servirebbe nemmeno un accertamento medico legale. ho detto al giudice che se non dovesse essere riconosciuta l’indennità di accompagnamento bisogna solo sperare che la mamma della giovane viva a lungo, altrimenti questa ragazza rischia di essere lasciata sola a se stessa. Lo Stato e le istituzioni dovrebbero prestare più attenzione alla disabilità che è un problema della collettività. Non possono essere lesi dei diritti, come in questo caso, importantissimi da salvaguardare e tutelare». Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare la decisione del giudice sulla eventuale nomina di un altro consulente tecnico di ufficio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

