Associazione chiede la gestione Il Comune snobba la proposta
SULMONA. Un progetto che prevede l’utilizzo del parco fluviale come centro di educazione ambientale e per l’escursionismo turistico, con la creazione di occupazione e l’organizzazione di attività di...
SULMONA. Un progetto che prevede l’utilizzo del parco fluviale come centro di educazione ambientale e per l’escursionismo turistico, con la creazione di occupazione e l’organizzazione di attività di promozione dei luoghi naturalistici attraverso lo sport, l’archeologia e le visite guidate.
L’iniziativa, a costo zero per le casse municipali, è stata presentata qualche tempo fa dall’associazione culturale Sulmona Trekking ma giace incredibilmente nei cassetti del Comune. Un progetto tornato alla ribalta dopo l’annuncio del neo assessore all’Ambiente, Nicola Angelucci, di voler dare in gestione il polmone verde della città, da tempo in uno stato di degrado e abbandono, alle due società controllate dal Comune, Cogesa e Saca. Naturalmente pagando il servizio legato alla pulizia e alla gestione del parco senza però sviluppare idee per la sua fruizione e senza soprattutto inserirlo in un sistema di valorizzazione del territorio del centro Abruzzo.
L’idea dell’associazione Sulmona Trekking prevede essenzialmente due aree di lavoro, ovvero il polo di educazione ambientale con la riattivazione delle attività del Cea Paolo Barrasso, prima situato nel palazzo di Santa Caterina sede per anni della facoltà di Scienze ambientali. Un luogo per sviluppare un’azione educativa, di informazione, sensibilizzazione, formazione in materia ambientale, collaborando alla crescita culturale della collettività su cui fondare un rapporto equilibrato con l’ambiente.
E ancora, il polo per lo sviluppo turistico eco-sostenibile che punta, tra le altre cose, a un centro operativo per il turismo naturalistico territoriale ma anche a gestire e diffondere l’informazione culturale del paesaggio, a produrre, organizzare e promuovere spettacoli, manifestazioni, mostre e rassegne con l’intento di far conoscere ciò che ruota intorno alla cultura e all’arte. Tutto questo senza tralasciare la gestione ordinaria del parco – al quale sarà legata anche quella delle aree camper, giochi e picnic, del terminal per bus turistici, navette, biciclette con pedalata assistita – e l’organizzazione di spazi informativi e di attività operative per il confezionamento di pacchetti turistici.
«In questo modo il parco Dolio diventerebbe un centro propulsore di educazione ambientale e turismo», afferma il vice presidente dell’associazione Stefano Goti, «in grado di creare nuova occupazione per i giovani oltre. Un luogo destinato così a diventare punto nevralgico per gli studenti universitari che vogliono approfondire le loro conoscenza sui temi ambientali».
Una proposta che l’associazione punta a riportare all’attenzione del Comune. (c.l.)
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