Assolti Pacilli e Chicarella accusati di evasione fiscale

30 Novembre 2019

Gli avvocati: «Si chiude vicenda eclatante, per il tribunale nessun illecito»  Disposta la restituzione di beni per oltre 500mila euro sottoposti a sequestro 

AVEZZANO. Avevano subìto un sequestro di beni mobili e immobili per un valore di 542.431 euro, con le accuse di riciclaggio e sottrazione di somme al pagamento delle imposte. Accuse che si sono rivelate infondate per il tribunale di Avezzano. Così sono stati assolti l’imprenditore avezzanese Massimo Pacilli e la sua ex compagna Roberta Chicarella, coinvolti in un’inchiesta nell’autunno di tre anni fa. «I fatti non sussistono»: questa la formula adottata dal tribunale, in composizione collegiale (presidente Zaira Secchi, giudici Maurizio Sacco e Marianna Minotti), dopo che già il pubblico ministero, Andrea Padalino Morichini, aveva chiesto di mandare assolti i due imputati, con formula piena.
Si chiude così una vicenda giudiziaria che aveva fatto scalpore. Ai due dovranno essere restituiti tutti i beni che nel 2016 vennero sottoposti a sequestro preventivo.
«Si è conclusa una nota vicenda che la stampa aveva bollato come eclatante, ma su cui gli imputati avevano sin dall’inizio recisamente contestato ogni addebito sostenendo la legittimità di ogni operazione finanziaria», sottolineano gli avvocati Pierpaolo Dell’Anno, Nello Serchia, Massimiliano Zitti e Pasquale Milo, difensori di fiducia di Pacilli e Chicarella, nonché della società Invest Oil srl. «I nostri assistiti», aggiungono i legali, «sono stati assolti con formula piena dai reati di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e riciclaggio perché i fatti non sussistono, con conseguente restituzione di tutti i beni sottoposti a sequestro preventivo. La piena fiducia nell’operato della Procura procedente e della competente autorità giudiziaria», concludono gli avvocati, «ha portato a una sollecita definizione del processo, con rinunzia a ogni prova testimoniale a discarico, e con la sola acquisizione di prove documentali che hanno dimostrato inconfutabilmente la insussistenza di qualsivoglia fattispecie integrante reato».
Già dopo il sequestro preventivo sia Pacilli che Chicarella avevano fermamente contestato le accuse, sottolineando di non avere mai fatto illeciti per sfuggire a Equitalia.
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