Assolto agente di polizia: era accusato di minacce

Sentenza di assoluzione per Petruccetti: «Quel giorno era a casa in malattia» L’uomo era finito al centro del caso delle telecamere installate a Montesabinese
AVEZZANO. Viene accusato di aver minacciato due compaesani con un fucile nel bosco, ma viene assolto da ogni accusa. Quel giorno infatti era a casa con una mano fratturata. È l’ennesima disavventura capitata all’agente della polizia stradale Angelo Petruccetti, finito già in precedenza al centro di un’inchiesta riguardante il caso delle telecamere installate nel paese di Montesabinese, frazione di Carsoli. E proprio i fatti delle telecamere sarebbero al centro di questa ultima accusa dalla quale il poliziotto è stato ora assolto. In questo caso i fatti sarebbero avvenuti, secondo l’accusa, a ottobre 2019. Dopo le indagini era stato rinviato a giudizio per rispondere di minaccia aggravata e ieri c’è stata la sentenza emessa dal giudice del tribunale di Avezzano Paolo Lepidi. L’accusatore, un compaesano che aveva già denunciato i fatti delle telecamere in paese e presunti abusi d’ufficio del poliziotto (dai quali è stato assolto), aveva raccontato di essere andato a fare la legna nel bosco il 6 ottobre 2019. Con lui c’era un altro abitante della piccola frazione, dove risiedono pochissime persone. Mentre camminano nei boschi, avevano raccontato, si erano trovati davanti il poliziotto che li avrebbe minacciato con il fucile. L’unico testimone, oltre all’accusatore, nel corso del processo ha però contraddetto parzialmente le affermazioni del denunciante. Il difensore del poliziotto, l’avvocato Gianfranco Restaino, nel corso del processo avrebbe fatto emergere dunque delle incongruenze durante l’interrogatorio in aula. Durante il processo, inoltre, il legale difensore ha dimostrato che l’agente di polizia quel giorno dell'incontro al bosco in realtà si trovava a casa in malattia, con una mano fratturata. Per questi e altri motivi è arrivata la sentenza di assoluzione. Le motivazioni saranno disponibili entro trenta giorni. Per la vicenda delle multe in paese, che vedeva sotto accusa ancora una volta l’agente, è stato assolto nel 2021 con sentenza di non luogo a procedere. Secondo il giudice l’attività di multare le persone del paese non era un abuso ma facevano parte delle funzioni di agente di polizia. «Sono un poliziotto con la P maiuscola», ha sottolineato l’agente dopo la seconda assoluzione rispetto ai fatti di cui era accusato, «ho fatto sempre il mio dovere, ho avuto sempre un comportamento corretto, anche nel parcheggiare la macchina, perché come agente di polizia devo dare io per prima l’esempio. Finalmente è tutto finito e posso tirare un sospiro di sollievo».
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