Assolto Panepucci: il testimone non fu intimidito
Era finito sotto accusa per intralcio alla giustizia perché avrebbe intimidito un testimone al fine di fargli rendere false dichiarazioni alla polizia giudiziaria nel corso dell’attività...
Era finito sotto accusa per intralcio alla giustizia perché avrebbe intimidito un testimone al fine di fargli rendere false dichiarazioni alla polizia giudiziaria nel corso dell’attività investigativa.
Ma, al termine del procedimento, l’imputato Maurizio Panepucci, di 59 anni, già direttore di un punto vendita del Carrefour, è stato assolto dal giudice monocratico Tommaso Pistone con formula piena. In particolare, Panepucci, nome noto negli ambienti del calcio dilettantistico locale, per il suo ruolo di dirigente, era finito sotto processo per fatti risalenti al 2015. Le asserite false informazioni sarebbero avvenute durante la verbalizzazione delle dichiarazioni rese da un testimone alla polizia. Ma il giudice ha stabilito che non c’è stata alcuna intimidazione.
Panepucci, nel 2016, era stato scagionato in sede di udienza preliminare dall’accusa di atti persecutori nei riguardi di una dipendente dello stesso supermercato, con una sentenza di non luogo a procedere pronunciata dal gup del tribunale. L’imputazione, in quella circostanza, era caduta «perché il fatto non costituisce reato».
L’imputato è stato assistito dall’avvocato di fiducia Fabrizio Giancarli.
Ma, al termine del procedimento, l’imputato Maurizio Panepucci, di 59 anni, già direttore di un punto vendita del Carrefour, è stato assolto dal giudice monocratico Tommaso Pistone con formula piena. In particolare, Panepucci, nome noto negli ambienti del calcio dilettantistico locale, per il suo ruolo di dirigente, era finito sotto processo per fatti risalenti al 2015. Le asserite false informazioni sarebbero avvenute durante la verbalizzazione delle dichiarazioni rese da un testimone alla polizia. Ma il giudice ha stabilito che non c’è stata alcuna intimidazione.
Panepucci, nel 2016, era stato scagionato in sede di udienza preliminare dall’accusa di atti persecutori nei riguardi di una dipendente dello stesso supermercato, con una sentenza di non luogo a procedere pronunciata dal gup del tribunale. L’imputazione, in quella circostanza, era caduta «perché il fatto non costituisce reato».
L’imputato è stato assistito dall’avvocato di fiducia Fabrizio Giancarli.

