Assunti col “concorsone” Dimissioni da record

Su 128 lavoratori già dieci sono andati via perché vincitori di altre selezioni Sostituirli è un problema (ci vogliono 4 mesi) e gli uffici restano in panne
Le ultime dimissioni, in ordine di tempo, sono arrivate lo scorso 6 giugno, da parte di una dipendente assunta a tempo indeterminato, con il profilo di istruttore direttivo amministrativo, risultata poi vincitrice di concorso pubblico al ministero dell'Economia e delle Finanze. Da quando in Comune hanno preso servizio i 128 vincitori del concorso Ripam, più conosciuto come concorsone per la ricostruzione, sono all’incirca una decina i casi di dimissioni e relative sostituzioni di personale, sempre attingendo alle graduatorie Ripam. Una situazione che era stata ampiamente prevista, visto che si è trattato di un concorso a livello nazionale, voluto dall’ex ministro Barca, che ha fatto arrivare all'Aquila e nei Comuni del cratere sismico persone da tutta Italia. Il Comune ha cercato di tutelarsi, con una delibera che blocca per cinque anni le domande di mobilità. Ma le dimissioni vanno accettate, quando il dipendente risulta vincitore di un altro concorso. E in quel caso, il posto lasciato resta vacante per quattro mesi, il periodo di prova nel nuovo ente previsto dalla legge: “In effetti”, spiega l’assessore al personale Betty Leone, “siamo già a una decina di casi del genere. Non è un fenomeno diffuso, ma si crea comunque del disagio, perché restiamo quattro mesi senza un ruolo in pianta organica e poi, quando arriva il sostituto, deve essere nuovamente formato per svolgere le sue funzioni. Ultimamente siamo riusciti, collaborando con il Formez, che ha gestito il concorso e le graduatorie, a ricoprire il posto vuoto immediatamente alla scadenza dei quattro mesi. Prima ci voleva più tempo e i disagi erano maggiori”. La problematica del periodo di “vacatio” di quattro mesi, per sostituire i dimissionari, non può essere superata: “I dipendenti vincitori di concorso in un altro ente o ministero”, aggiunge l’assessore Leone, “possono avvalersi del diritto alla conservazione del posto precedente per la durata del periodo di prova, che è di quattro mesi. E quel posto risulterà vacante ma non disponibile. Solo alla scadenza dei quattro mesi, si potrà procedere con la sostituzione, andando ad attingere alle graduatorie Ripam. Analoghe situazioni si sono create nell’ufficio speciale per la ricostruzione del cratere, con le medesime difficoltà. Purtroppo non abbiamo alternative. Discorso diverso per la mobilità: esiste un'apposita delibera, che blocca per cinque anni dalla data di assunzione le domande di trasferimento. Un provvedimento", conclude Leone, "assunto per scongiurare l'emorragia di personale, in un settore tanto delicato". Romana Scopano

