Assunzioni al Cogesa, assessore nei guai

Mariani indagato per falso in atto pubblico insieme a una dipendente dell’azienda: il verbale fu contestato da sei sindaci
SULMONA. Un verbale contestato da sei sindaci del territorio porta all’avvio di un’inchiesta da parte della Guardia di finanza sulla gestione del Cogesa, l’azienda a capitale pubblico che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti.
Contestualmente all’acquisizione di un’ampia documentazione, le Fiamme gialle hanno provveduto a notificare due avvisi di garanzia all’assessore comunale al Bilancio con delega alle partecipate, Stefano Mariani, e alla dipendente del Cogesa, Vincenza Santarelli.
L’ipotesi di reato formulata per entrambi dal sostituto procuratore della Repubblica, Stefano Iafolla, è di falso in atto pubblico.
«Ho piena fiducia nella magistratura e sono sicuro che ogni cosa sarà chiarita entro poco tempo», afferma l’assessore Stefano Mariani. «Mi si accusa in quanto presidente del Comitato del controllo analogo di aver scritto sul verbale cose diverse da quelle che erano state decise in riunione. Ma io non ho né redatto, né firmato alcunché».
Al centro dell’inchiesta giudiziaria il verbale del 18 settembre scorso della seduta del Comitato del controllo analogo del Cogesa composto da una parte dei sindaci dei Comuni soci dell’azienda e presieduta appunto da Stefano Mariani, nel quale sarebbe stato messo nero su bianco l’assenso dello stesso Comitato al concorso da indire per le assunzioni di personale al Cogesa. Per i sindaci di Pratola, Raiano, Anversa degli Abruzzi, Cansano, Pacentro e Campo di Giove, nel verbale sarebbero stati riportati alcuni termini non rispondenti a quanto deciso dal comitato, tanto da invitare la Procura a fare chiarezza sulla questione. In risposta a questa presa di posizione, provocata anche da un comunicato stampa del Cogesa nel quale si annunciava l’avvio delle procedure concorsuali, l’amministratore unico della società, Vincenzo Margiotta, decise di anticipare tutti portando in Procura la documentazione su quella seduta comprese le registrazioni dei vari interventi. Mossa, però, che evidentemente non è servita a frenare gli accertamenti e le indagini della magistratura che ha acquisito un’ampia documentazione sia sulla seduta “incriminata” sia sul resto dell’attività amministrativa del Cogesa.
Un’inchiesta, quindi, che potrebbe interessare altri settori diversi da quello del personale e riservare ulteriori sviluppi.
Il Cogesa torna quindi al centro dell’attenzione dopo che nei mesi scorsi alcuni inquietanti episodi avevano turbato la tranquillità dell’azienda: l’incendio di cinque mezzi nel deposito ma soprattutto l’atto intimidatorio nei confronti del coordinatore generale Stefano Margani, al quale tentarono di incendiare l’auto parcheggiata sotto casa.
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