Assunzioni alla LFoundry: rotta la trattativa sindacale

Un ingresso ogni tre uscite per pensioni anticipate o risoluzione dei contratti L’azienda boccia la proposta. Le organizzazioni: «Manca la visione di sviluppo»
AVEZZANO. Salta la trattativa per il contratto di espansione in LFoundry, ovvero la possibilità di applicare la misura prevista dal decreto “Sostegni bis” per incentivare le aziende ad assumere nuovo personale. I delegati di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Failms, che avevano anche incontrato nelle scorse settimane i vertici del ministero del Lavoro per parlare del contratto introdotto dal ministro Andrea Orlando, hanno chiesto all’azienda che produce memorie volatili «di applicare il pacchetto e dare così un futuro al sito». I rappresentanti dello stabilimento però hanno detto «no» all’opzione di assumere un nuovo dipendente al posto di tre lavoratori che lasciano la fabbrica. «La delegazione sindacale», hanno spiegato Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Failms, «aveva inoltre richiesto, come previsto dallo spirito dei contratti di espansione, di chiarire il meccanismo attraverso il quale, a fronte di nuove assunzioni, si potesse facilitare l’uscita per prepensionamento di un certo numero di dipendenti anziani. Tutto ciò non è stato possibile in quanto queste richieste sono state strumentalmente lette dalla direzione come un tentativo del sindacato di interferire con le legittime prerogative aziendali. Nulla di più sbagliato». Alla base della rottura, c’è stata la richiesta sindacale di prevedere, come da normativa, un documento strutturato che spiegasse il piano di rilancio dell’azienda e, conseguentemente, la necessità di riqualificare, formare e assumere personale con le professionalità necessarie. «Ancora una volta», hanno concluso i rappresentanti dei sindacati, «ci ritroviamo con una proprietà che non ha intenzione di chiarire il futuro industriale di questo stabilimento, magari approfittando degli strumenti messi a disposizione per il settore, ma al contrario concentrandosi sui soli aspetti economico-finanziari a breve termine che, seppur importanti, non possono rappresentare l’unica strategia di sopravvivenza e sviluppo di un’azienda».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

