Ateneo, tampone negativo per i colleghi della contagiata

1 Aprile 2020

L’AQUILA. È terminata già da qualche giorno la sanificazione della sede universitaria di Coppito 2, stabilita dall’unità di Crisi di Ateneo a seguito dei test positivi al Covid-19 di una dipendente e...

L’AQUILA. È terminata già da qualche giorno la sanificazione della sede universitaria di Coppito 2, stabilita dall’unità di Crisi di Ateneo a seguito dei test positivi al Covid-19 di una dipendente e di una studentessa.
Usciti dalla quarantena, con tampone negativo, anche tutti i dipendenti universitari che erano venuti a contatto con la collega contagiata. In pochi, tuttavia, sono tornati a visitare la struttura. La maggior parte dei dipendenti, infatti, è stata collocata in smart working. «Entrano nella struttura di Coppito eccezionalmente e in maniera saltuaria solo docenti e personale tecnico amministrativo per garantire le prestazioni minime», spiega il rettore Edoardo Alesse. «Le portinerie sono in funzione e la ditta che le gestisce settimanalmente provvede alla sanificazione delle loro aree con strumenti molto avanzati di nebulizzazione di prodotti al cloro». Nessuna sanificazione, come quella effettuata a Coppito, è attualmente prevista per le altre sedi. «Si è trattato di un eccesso di zelo», continua Alesse. «Basti pensare che dopo qualche giorno il virus muore comunque a contatto con l’aria. Questa operazione non verrà fatta sulle altre sedi, a meno che non se ne ravvedano motivi particolari». Intanto vanno avanti le attività di Ateneo. Sono già duecento circa i laureati per via telematica. Solo nella giornata di ieri un’ottantina di nuovi laureati tra medici e fisioterapisti. Lunedì hanno ottenuto il titolo una trentina di informatici delle lauree specialistiche, una sessantina nel settore economico. Garantiti esami e lezioni di tutte le discipline. Oggi prenderanno servizio circa 35 professori per via telematica, in tutti i settori. «Si tratta, in molti casi, di progressioni di carriera, passaggi da professori associati a ordinari, da ricercatori ad associati, ma anche di nuovi ricercatori», conclude Alesse. «Sono molto soddisfatto del lavoro finora compiuto. Mi sembrava un’impresa titanica, invece siamo riusciti a trarre un buon insegnamento da questa situazione». (m.c.)