Ateneo terzo in Italia e 78° al mondo

8 Aprile 2019

Rilevazione per l’impatto sul tessuto sociale in un un’ottica di sviluppo sostenibile. Ai primi due posti Bologna e Padova

L’AQUILA. L’università aquilana è la terza in Italia per impatto sul tessuto sociale in un’ottica di sviluppo sostenibile e la 78ª nel mondo.
Lo certifica il nuovo University Impact Rankings, classifica di Times Higher Education che monitora l’impatto positivo degli atenei sul tessuto sociale utilizzando i parametri indicati dall’Onu. La graduatoria che vede l’Ateneo aquilano dopo i grandi e storici atenei di Bologna e Padova, almeno in Italia, valuta l’impatto delle Università in un’ottica di sviluppo sostenibile. La classifica usa come riferimento gli obiettivi proposti dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella sua agenda 2030, un programma d’azione “per le persone, il pianeta e la prosperità” sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Onu. Essa ingloba 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile in un grande programma d’azione per un totale di 169 target, o traguardi.
L’avvio ufficiale degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. La classifica stilata valuta proprio come, in questa direzione, le Università stanno lavorando per determinare un impatto positivo sulla società. Più di 450, da 76 paesi, gli Atenei che hanno partecipato al ranking, sottoponendosi all’analisi di Times Higher Education. «Nel dettaglio, l’Università dell’Aquila si è collocata al 18° posto assoluto per l’indicatore “decent work and economic growth” che misura la qualità della ricerca in campo economico e la capacità dell’Ateneo di offrire ai propri studenti e laureati l’opportunità di entrare nel mondo del lavoro», come viene spiegato dallo stesso Ateneo. «Si è inoltre inserita al 31° posto assoluto in relazione ad altri due indicatori: “sustainable cities and communities”, che misura sia la qualità della ricerca in materia di sviluppo sostenibile che il ruolo di custode del patrimonio culturale, oltre all’approccio interno al tema della sostenibilità; e “climate change”, che misura la qualità della ricerca in tema di cambiamenti climatici e l’attenzione che gli Atenei pongono al consumo di energia». Segue l’Ateneo aquilano quello di Parma, che si pone tra i primi 200 a livello internazionale, al quarto posto in Italia. A ricoprire i primi posti nella classifica internazionale sono due Atenei, uno della Nuova Zelanda e l’altro del Canada. Per trovare un Ateneo del Bel Paese bisogna, infatti, scorrere la graduatoria fino al nono posto, ricoperto appunto da Bologna che, secondo il ranking, sarebbe l’Ateneo che più di tutti sta lavorando in Italia per ottenere un impatto positivo sulla società, in termini di sviluppo sostenibile.
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