Atti intimidatori a un’azienda agricola

Fracassati lunotto e vetri di auto e furgone dei titolari di Molino Valsubequana. Scritte ingiuriose sui muri della sede
CASTELVECCHIO SUBEQUO. Parabrezza, lunotto e finestrini dell'auto in frantumi, gomme squarciate della macchina e del furgone, vetri rotti e scritte ingiuriose sulla palazzina. Un atto intimidatorio in piena regola quello perpetrato la scorsa notte ai danni del "Molino Valsubequana". Azienda agricola a conduzione familiare che produce farine artigianali, tra cui quella di Solina, dal 1927.
Sono stati gli stessi proprietari ieri mattina a fare l'amara scoperta: appena arrivati hanno visto delle scritte con vernice spray sul muro del mulino e tutti i vetri dell'auto e del mezzo usato per le consegne in frantumi, oltre alle gomme tagliate alla macchina e al furgone. Una dura condanna arriva dal sindaco di Castelvecchio Subequo, Pietro Salutari.
«Un atto ignobile e deplorevole», tuona il primo cittadino, «nell'esprimere una severa condanna da parte di tutta la cittadinanza per questo vile gesto, voglio esprimere piena solidarietà alla famiglia Giangregorio onesta e laboriosa, oltre al massimo sostegno alle forze dell'ordine per smascherare gli autori di questo atto vandalico».
Sul posto, allertati dai proprietari, ieri mattina sono arrivati prima i carabinieri e poi la polizia scientifica per i rilievi. Le indagini sono volte a scovare eventuali tracce lasciate dagli autori del gesto così plateale e violento. La pista su cui stanno lavorando le forze dell’ordine è quella dell’intimidazione, non affidata però a qualche buontempone del paese o a persone inesperte e improvvisate. Le gomme squarciate, infatti, e soprattutto l’auto dei proprietari quasi distrutta, con lunotto, parabrezza e finestrini in frantumi, fanno pensare ad un’azione ben organizzata e fulminea. Per questo i carabinieri hanno ascoltato i proprietari del mulino e vanno ora alla ricerca di possibili testimoni.
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