Attivate le 52 telecamere tra centro e Parco del Sole

Aperta la sala di controllo, il sindaco accende il sistema con prefetto e questore Biondi: «Strumento di supporto alle forze dell’ordine contro gli assembramenti»
L’AQUILA. Gli occhi sulla città di 52 nuove telecamere per «accrescere la percezione della sicurezza». È in funzione da ieri pomeriggio, con l’apertura della sala di controllo, il sistema di videosorveglianza attivato dal Comune in centro storico e nel Parco del Sole. All’accensione delle telecamere hanno presenziato, oltre al sindaco Pierluigi Biondi e all’assessore alla Sicurezza urbana Fabrizio Taranta, il prefetto Cinzia Torraco e il questore Gennaro Capoluongo. Proprio la loro presenza ha espresso concretamente le ulteriori prospettive di interazione tra polizia municipale e forze dell’ordine aperte dalle nuove apparecchiature.
DOVE SONO. Le telecamere, che si aggiungono alle 121 già operative in varie zone della città, sono state posizionate in punti strategici sia per frenare eventuali atti vandalici ed episodi di microcriminalità, sia per scoraggiare assembramenti fin tanto che resteranno in vigore le disposizioni anti-contagio imposte dall’emergenza sanitaria in corso. La maggior parte degli occhi elettronici è stata dislocata all’interno del Parco del Sole, dove ce ne sono 31 pronti a immortalare comportamenti anomali da parte dei frequentatori. Altri 14 sono puntati da varie angolature su piazza Duomo, cinque su piazza Regina Margherita e gli ultimi due su piazza Santa Maria Paganica.
L’UTILIZZO. Il protocollo, che sarà sottoscritto da Comune e Questura, definirà la gestione delle immagini e la loro fornitura alle forze dell’ordine per attività investigative legate ai reati più gravi, ma nel frattempo il sistema sarà utile a tenere sotto controllo la situazione legata anche al rispetto di semplici regole di convivenza. «Le telecamere rappresentano un valido strumento», sottolinea Biondi, «per contemperare le esigenze di una città universitaria, turistica e attrattiva con i diritti dei residenti e di chi vive in queste zone». Il primo cittadino pone in particolare risalto la funzione di supporto all’attività quotidiana dei corpi di polizia «per scoraggiare assembramenti al fine di contenere la diffusione del coronavirus». La collaborazione con prefettura e questura, conclude il sindaco, «ci accompagna nel percorso di una città vivibile e sempre più sicura».
LA PREVENZIONE. A sottolineare la funzione della videosorveglianza è il prefetto Cinzia Torraco. «Queste telecamere rafforzano il sistema integrato dei controlli», spiega, «aggiungendosi all’attività delle forze dell’ordine sul territorio e aumentando la percezione di sicurezza da parte dei cittadini con il conseguente miglioramento della qualità della vita». Per il questore l’attivazione delle nuove apparecchiature e l’apertura della sala di controllo traducono in pratica l’idea dell’Aquila come «laboratorio di condivisione di esperienze e di tecnologie». Capoluongo evidenzia soprattutto che l’interazione tra i vari livelli istituzionali «è uno strumento necessario, perché dà sempre più serenità al territorio». Taranta comunque chiarisce che la funzione delle telecamere «non è punitiva o solo repressiva, ma soprattutto di produrre un effetto deterrente, facendo sentire una maggiore presenza delle istituzioni sul territorio». L’assessore tiene a precisare, inoltre, che il sistema è stato attivato in anticipo rispetto ai tempi fissati dall’amministrazione per il potenziamento della videosorveglianza anche con l’allestimento del centro di controllo unico.
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