Attività all’aperto, sindaci disobbedienti

In molti “snobbano” l’invito del prefetto e mantengono i divieti. Casini, Di Nino e Scoccia: «Vogliamo evitare i contagi»
SULMONA. È braccio di ferro tra i sindaci della Valle Peligna e il prefetto dell’Aquila Cinzia Torraco. All’ordinanza con cui la maggior parte dei sindaci del centro Abruzzo ha vietato qualsiasi attività all’aperto sia motoria che ricreativa, il prefetto ha risposto invitandoli al rispetto dell’ordinanza del ministero della Salute. Un botta e risposta che rischia di provocare uno scontro istituzionali visto che i sindaci sono intenzionati ad andare avanti per la loro strada. Nella comunicazione inviata ai sindaci, il prefetto ha evidenziato che sono inefficaci le ordinanze emesse dai primi cittadini, in particolare quelle che impediscono di svolgere attività motoria nei limiti già previsti dalle disposizioni statali, restando consentita l’attività motoria individuale se svolta in prossimità delle proprie abitazioni e nel rispetto della distanza interpersonale di un metro. Il prefetto ha quindi sottolineato la possibilità di potersi spostare in Comuni diversi dal proprio, ma comunque nelle immediate vicinanze della propria casa, ove nel proprio Comune non siano presenti negozi di alimentari, farmacie o bancomat, ritenendo come l’approvvigionamento di tali generi e il prelievo di denaro rientrino tra i casi di «assoluta urgenza».
Pronta la replica dei sindaci: «Andiamo avanti per la nostra strada non revocando le ordinanze emesse per vietare attività motorie e ludiche all’aperto, ad esclusiva tutela della salute dei cittadini». A guidare la fronda i sindaci di Sulmona, Pratola Peligna e Prezza: «Oggi non si può contare sul buon senso dei singoli e deve prevalere il bene collettivo», ha sottolineato il sindaco di Sulmona Annamaria Casini, «è su tale principio che i sindaci della Valle Peligna, tutti insieme, hanno concordato ed emesso un’ordinanza con l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini e scongiurare possibili contagi da coronavirus».
«La Valle Peligna va protetta, proprio mentre intorno a noi i casi aumentano, per evitare che il contagio possa propagarsi». «Non siamo la Lombardia dove la risposta sanitaria, nonostante la gravissima situazione, è stata forte», ha aggiunto il sindaco di Pratola Antonella Di Nino, «noi abbiamo già una crisi e una disoccupazione senza eguali ed il nostro ospedale deve rimanere un ospedale no-Covid. Non ce lo possiamo permettere, non possiamo consentire la diffusione». «Non revoco nulla, intendo tutelare fino in fondo la salute dei cittadini e l’ordinanza resta anche con un eventuale arrivo dei carabinieri», ha detto Marianna Scoccia, sindaco di Prezza e consigliere regionale.
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