«Attività produttive dentro l’ex Sercom»

4 Maggio 2015

L’AQUILA. Realizzato quindici anni fa, per un valore pari 25 milioni di euro, il capannone ex- Sercom avrebbe dovuto ospitare un mega-centro commerciale. 25mila metri quadrati su un’area complessiva...

L’AQUILA. Realizzato quindici anni fa, per un valore pari 25 milioni di euro, il capannone ex- Sercom avrebbe dovuto ospitare un mega-centro commerciale. 25mila metri quadrati su un’area complessiva di 140mila metri. Un progetto andato in fumo.

La struttura giace tuttora abbandonata, dopo che il Comune l’ha acquisita per 13 milioni, utilizzandola poi solo come deposito per i puntellamenti post-terremoto. Adesso, per l’ex Sercom si profila un futuro diverso dopo le numerose proposte, piovute da più parti, che vi volevano l’insediamento di una fabbrica di biscotti, dal non meglio precisato marchio. Il 14 aprile, la giunta comunale, ha deciso di procedere alla valorizzazione del complesso immobiliare, ritenuto «strategico e prioritario», approvando una delibera che destina la struttura ad attività produttive, «con l’esclusione dell’insediamento di industrie malsane, nocive o comunque configgenti con la residenzialità delle aree circostanti, includendo anche eventuali laboratori, depositi e strutture direzionali».

Una decisione che comporta, come atto conseguente, al mutamento urbanistico dell’area sulla quale sorge l’ex Sercom e all’inserimento, come specificato nella delibera, «del capannone nel piano di valorizzazione degli immobili di proprietà del Comune, inglobando lo stesso nello stato patrimoniale dell'amministrazione».

Il Comune provvederà anche a una ricerca di mercato «per verificare la presenza di interesse da parte di operatori economici».

A tale scopo, è stato emanato un bando di manifestazione di interesse per la concessione in locazione, a lungo termine, fino a vent’anni con opzione di acquisto, dell’ex Sercom. L’affittuario dovrà completare il complesso e renderlo agibile, rendendolo idoneo a una destinazione produttiva. Non solo. Il ciclo industriale dovrà essere avviato entro due anni dalla locazione dello stabilimento.

Dal prezzo di vendita della struttura verrà scalcolato l’affitto versato dalla società che avvierà l’attività produttiva. Dopo anni di polemiche, legate alla realizzazione di un centro commerciale a Pagliare di Sassa, il Comune cambia completamente registro. E sceglie di destinare l’area ad attività produttive «per dare una risposta alle numerose istanze di lavoro, soprattutto a seguito del sisma, e per incrementare lo sviluppo del territorio».

In passato sono state fatte tante ipotesi per la riutilizzazione del sito anche molto diverse tra cui la creazione di un campus della conoscenza e dell’università nella new town di Pagliare. Insomma, l’obiettivo era di trasformare l’ex Sercom in un «paese della scienza», in cui ricavare – tra l’altro – sale convegni e cinematografiche, una farmacia, orti e fattorie didattiche. Ma anche questa ipotesi certamente suggestiva è naufragata.

Monica Pelliccione

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