Attori, registi e autori sul teatro amatoriale: «Realtà da sostenere»

AVEZZANO. Valorizzare il teatro amatoriale. Invocazione che arriva da autori, registi e attori avezzanesi ed è rivolta ai candidati alle prossime elezioni amministrative.«L’occasione elettorale è...
AVEZZANO. Valorizzare il teatro amatoriale. Invocazione che arriva da autori, registi e attori avezzanesi ed è rivolta ai candidati alle prossime elezioni amministrative.
«L’occasione elettorale è propizia», afferma Giovanbattista Pitoni, autore, «perché tutti i futuri amministratori assumano pubblicamente l’impegno a non trascurare le compagnie di teatro amatoriale che nel corso di 25 anni hanno fattivamente contribuito a risvegliare il mondo culturale avezzanese e marsicano che da tempo era immerso in un incomprensibile letargo. Sindaco, assessori e consiglieri comunali, dovranno operare perché nessuno sia mortificato. Mai in contrapposizione e sempre, invece, in sintonia con tutte le altre realtà che popolano il sempre più ricco tessuto culturale locale, ognuno dovrà e potrà attivarsi avendo sempre presente di avere di fronte il cittadino che vede, sente e giudica».
Per Raffaele Donatelli, autore, regista e attore amatoriale, «negli anni si è assistito a un incremento delle compagnie amatoriali ma, da due anni a questa parte, vuoi per le norme sempre più stringenti, vuoi per qualche malumore da parte dei professionisti, alcune sono state costrette a chiudere i battenti. I dilettanti, o meglio amatori, non rappresentano una sotto categoria, ma sono, e ne hanno il diritto costituzionalmente garantito, un qualcosa di diverso e complementare agli stessi professionisti. Perché impedire ad alcune fasce di cittadini di partecipare a rappresentazioni dialettali? Attore non è solo colui che ha studiato, avendone avuto la possibilità, ma anche chi con passione e tenacia prova a portare sul palco qualcosa di diverso».
Francesco Visione, dirigente di associazione culturale, ritiene che il teatro popolare «sia anche un prezioso fattore di sviluppo della comunità cittadina».
«Non sfugge a chi si appresta ad amministrare la città», riprende Visione, «quanto sia importante operare per la coesione sociale della popolazione e come il teatro popolare possa dare una grossa mano in tal senso, perché crea amicizia tra persone che vengono da ceti sociali quanto mai eterogenei e consente il confronto pacato di idee, anche quando sono contrapposte. Ciò eviterebbe di dividerci in guelfi o ghibellini, quando invece occorre che l’intera comunità cittadina condivida sani obiettivi di crescita economica, sociale e culturale».
Orlando Viscogliosi, attore di teatro amatoriale, ricorda che da qualche anno è stato istituito un Ufficio del teatro «che ha ben lavorato per la collettività» ma ha anche «creato recentemente delle antipatiche distinzioni che non hanno la benché minima giustificazione». «Riservare il Teatro dei Marsi, che appartiene alla collettività e non al direttore pro-tempore, a soli spettacoli di professionisti è, tra l’altro, economicamente controproducente», sottolinea Viscogliosi, «poiché al Comune manca un introito. Uno spettatore in più che si reca al teatro è, di fatto, un nuovo potenziale fruitore anche degli spettacoli dei professionisti: chiedo un fattivo impegno da parti dei futuri amministratori a voler includere, nel cartello di future rappresentazioni teatrali, in lingua o in dialetto, anche attività di compagnie amatoriali».
Una riflessione arriva da Roberto Patriarca, architetto. «Sono lontano da oltre 50 anni dalla mia città, ma torno periodicamente ad Avezzano per godere un’atmosfera ricca di personaggi, linguaggi e storie che hanno popolato la mia fanciullezza», ricorda Patriarca, «in questa estate 2020 ho dovuto constatare, con disappunto, che nel cartellone delle manifestazioni dell’Estate avezzanese mancano totalmente le rappresentazioni di teatro dialettale: dimenticanza o fatto voluto? In ogni caso sicuramente un errore».
Infine, Luca Clemente Cipollone, attore amatoriale, sottolinea l’importanza del teatro popolare. «È una delle forme d’arte più antiche e apprezzate, capace di riunire persone di diversa provenienza sociale dando a tutti la possibilità di partecipare», commenta Cipollone, «è uno strumento per conoscere la storia della propria città, il dialetto, gli usi e i costumi locali. Avezzano ha una grande tradizione, Pitoni, Donatelli, Leonio, ognuno di loro, a modo suo, ha saputo allietarci con storie. Auspico più spazio a questa forma d’arte».

