Aula didattica sul Salviano intitolata a Mario Sbardella

Annuncio di Gianni Di Pangrazio al termine del funerale: meriti gli onori della città Grande commozione nella chiesa Madonna del Passo. Ancora messaggi di cordoglio
AVEZZANO. Due immagini sono da conservare in questo giorno di dolore. La prima è come un’iconografia nel silenzio della chiesa: la bara di fronte al presepe natalizio, le braccia di un Bambinello avvolto nella luce che sembrano accoglierla, la foto di un sorridente Mario Sbardella. L’altra immagine è quella di Elisabetta Farinacci, compagna da quasi dieci anni del giornalista-operaio, che tiene stretto al petto il telefonino di Sbardella. Un telefonino oggi muto, ma che fino all’ultimo giorno del 2021 ha continuato a squillare e a ricevere messaggi, nella classica tempesta quotidiana di chi fa il mestiere del comunicatore, a stretto contatto col prossimo. Perché Mario Sbardella era così, uno che riservava attenzioni agli altri, aveva sempre una risposta per tutti. «Fate squillare ancora questo telefono», la preghiera di Elisabetta. Nella chiesa della Madonna del Passo c’erano i tanti che a Mario Sbardella hanno voluto bene. La famiglia, a cominciare dalle figlie Marta e Paola, gli amici, i colleghi del Centro, con in testa quel Nino Motta che avviò Sbardella al mestiere, rappresentanti della politica senza distinzioni di colore.
Mario Sbardella, per anni operaio delle Ferrovie dello Stato, giornalista pubblicista dal febbraio 1997, è morto la mattina del primo giorno del 2022. Aveva 65 anni. Il 31 dicembre è stato colto da un malore nel suo ufficio in Comune, poco dopo aver inviato un’ultima mail. Era diventato portavoce del sindaco Gianni Di Pangrazio, attualmente sospeso, dopo le Comunali nell’autunno 2020. Incarico che aveva ricoperto anche in passato, insieme a quello di responsabile della comunicazione. Per anni aveva collaborato con il quotidiano il Centro. Don Vincenzo De Mario, parroco di Madonna del Passo, ha cercato le difficili parole del conforto.
Gianni Di Pangrazio ha annunciato che a Mario Sbardella verrà intitolata l’aula didattica che recentemente lo stesso giornalista aveva fortemente voluto sul Monte Salviano.
«Meriti gli onori della città», le parole di Gianni Di Pangrazio, «perché ti volevamo bene, noi come i tuoi familiari. Quando ti telefonavano le tue figlie ti brillavano gli occhi. Per tutti coloro che ti conoscevano eri un punto di riferimento. Solo qualche giorno fa mi avevi mandato un messaggio dicendomi che era morta la tua roccia (il papà di Mario Sbardella è scomparso nel giorno di Santo Stefano, ndr), ora te ne sei andato tu, la nostra roccia. Trovavi una soluzione a ogni cosa. Con le tue forze hai voluto realizzare l’aula didattica sul Salviano per far conoscere ai giovani i valori della natura. A Mario intitoleremo quest’aula immersa nella pineta. Sei stato il mio confidente, il mio amico, un punto di riferimento per consiglieri e assessori. Lo facevi perché volevi bene alla città e alla Marsica. Lasci un vuoto incolmabile».
Tanti i messaggi di cordoglio anche nella giornata di ieri. Il coordinamento cittadino di Forza Italia, insieme al coordinatore provinciale Gabriele De Angelis, e al consigliere comunale Goffredo Taddei, esprime «profondo cordoglio per la scomparsa di Sbardella, e si stringe attorno alla famiglia, così duramente colpita. Ricordiamo Mario come uomo riservato, sempre cortese e rispettoso, un professionista di valore, attento, arguto, appassionato e tenace. La sua lucidità nell’analisi delle iniziative e degli accadimenti cittadini, ha fatto di lui un punto di riferimento per tutti gli amministratori di Avezzano e, più in generale, per tutti coloro che seguono le vicende politiche della nostra terra. Ci mancherà il confronto di idee con il suo punto di vista».
Lino Cipolloni, Emilio Amiconi, Graziella Rubeo, Angela Salucci, Matteo Di Genova e il gruppo dirigente di Cambiamo!-Coraggio Italia della Marsica esprimono il proprio cordoglio «per la morte prematura del giornalista Sbardella. Una persona innamorata della politica, sempre attenta alle dinamiche territoriali e sempre disponibile al dialogo e al confronto. Se ne va un giornalista serio e professionale. Una perdita umana e professionale inestimabile».
La salma verrà cremata giovedì in Campania. Le ceneri torneranno ad Arce (Frosinone), paese d’origine della famiglia. Sbardella riposerà accanto alla mamma, al padre e al fratellino morto in tenera età.
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