Aumentano corsi e offerta formativa

La rettrice Inverardi: oltre il 90% degli studenti dà una valutazione positiva alla preparazione e molti trovano subito lavoro
L’AQUILA. «Abbiamo una grande offerta formativa, nel rapporto di AlmaLaurea con le valutazioni degli studenti ci sono solo numeri positivi, spesso migliori della media in Italia e in Abruzzo, con i nostri studenti che riescono rapidamente a trovare lavoro con retribuzioni mediamente più alte rispetto ad altre realtà».
TINTE ROSA. Le parole della rettrice Paola Inverardi disegnano, per i 67 corsi di laurea attivati all'Università dell'Aquila, un quadro a tinte rosa. La conferenza con i direttori di Dipartimento era stata programmata per annunciare l’istituzione di nuovi corsi di studio, ma è stata rinviata a ieri proprio in attesa che venissero diramati i dati ufficiali del ventesimo rapporto di AlmaLaurea sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati. Per quanto riguarda l'offerta formativa, «abbiamo ristrutturato i corsi per raccogliere nuove sfide», ha detto la rettrice, «come il corso di Logopedia. Siamo riusciti ad aprirlo, non aspettiamoci grandi numeri, ma era una cosa che il territorio ci chiedeva da tempo».
NUOVI CORSI. Apre anche il corso di Scienza applicata dei dati, «che è un tema caldissimo», ha spiegato la Inverardi, «tanto che il Comitato universitario nazionale sta pensando di attivare uno specifico corso di laurea. La nostra proposta è aperta a più profili di accesso, in un settore dove c'è un mercato del lavoro fortissimo». L'Università punta anche sulla ventennale esperienza del Cetemps, «una nostra eccellenza», per il corso interateneo di Scienze e tecnologie dell'atmosfera, «attivato insieme all'università La Sapienza di Roma. In Italia siamo solo noi e Trento», ricorda la rettrice. Poi ci sono i master di mediazione linguistica in collaborazione con l'Università delle Baleari, «con l'impegno, l'anno prossimo, di attivare un corso di laurea». Per Economia, è stato raggiunto un accordo con l'università di Fuente «che è venuta a visitarci. Ci hanno detto di aver considerato molto interessante quel che succede all'Aquila».
AZIENDE ESTERE. Notevoli anche i dati per l'internazionalizzazione, con collaborazioni con aziende estere: «Abbiamo numeri a volte superiori a realtà molto più grandi di noi». Dati lusinghieri arrivano anche dal rapporto Almalaurea, che vede l'Università dell'Aquila migliorare i già alti standard dello scorso anno.
MIGLIORANO I DATI. Migliora infatti il rapporto con i docenti, il carico di studio, la situazione delle aule e l'esperienza complessiva, che è considerata positiva da un lusinghiero 91,5% del campione di laureati. «Un campione non banale», ha sottolineato la rettrice, «visto che sono stati intervistati ben 2.926 studenti». Ottimi i dati in rapporto con le altre università abruzzesi, e positivi anche i riscontri sulla condizione occupazionale post laurea. «Il 40% dei nostri iscritti arriva da fuori regione», ha detto la Inverardi, «e questo significa che siamo percepiti come un buon investimento».
19MILA STUDENTI. Sul numero degli studenti, sono complessivamente quasi 19mila, «anche se dobbiamo immatricolare ancora alcune specializzazioni. Rispetto allo scorso anno abbiamo in più oltre 1.000 persone che partecipano al corso di 24 crediti per l'insegnamento. Senza queste persone, il numero di immatricolazioni risulterà leggermente più basso rispetto allo scorso anno».
In questo momento gli immatricolati sono 4.102, rispetto ai 4.172 dello scorso anno, probabilmente si raggiungerà quota 4.150.
SASSOLINI E SICUREZZA. Nel corso della conferenza la rettrice si è tolta più di un sassolino dalle scarpe: «La dimensione dell'Università è in funzione dei docenti», ha detto, archiviando come «pretestuose» le polemiche sul numero chiuso. «Guardando gli immatricolati rispetto ai docenti, siamo largamente meglio posizionati rispetto a Università delle nostre dimensioni».
Un ultimo aspetto, la sicurezza, sulla quale la rettrice ha usato parole: «All'Aquila non possiamo permetterci di avere spazi che non siano più che sicuri».
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