Aumenti Tari: Di Pangrazio trascina Aciam dal giudice
AVEZZANO. Dopo le schermaglie dei mesi scorsi, ora si va in Aula. Lo scontro è quello tra Comune e Aciam e l’oggetto del contenzioso sono gli aumenti Tari deliberati dalla municipalizzata. A seguito...
AVEZZANO. Dopo le schermaglie dei mesi scorsi, ora si va in Aula. Lo scontro è quello tra Comune e Aciam e l’oggetto del contenzioso sono gli aumenti Tari deliberati dalla municipalizzata. A seguito di uno studio condotto sulla congruità delle tariffe, l’ente ha trascinato l’azienda in tribunale: l’obiettivo è quello di ottenere una sospensiva del provvedimento con la quale Aciam ha dato il via libera all’aumento delle tariffe di conferimento dei rifiuti. Oggi è prevista la prima udienza davanti ai giudici della sezione specializzata in materia di impresa del tribunale dell’Aquila. Dopo lo scontro si è passati alle vie legali: una notizia che fa scalpore se si pensa che il Comune possiede il 12,2 per cento delle quote di Aciam e che il presidente Maurizio Bianchini era stato designato proprio dal sindaco Gianni Di Pangrazio. Non solo: lo scontro in atto coinvolge anche Tekneko, titolare (seppur in stato di proroga) del servizio di igiene urbana della città. L’azienda di Massa d’Albe, infatti, risulta socio di Aciam per il 48,60 per cento delle quote. Un braccio di ferro, allora, che potrebbe aprire nuovi scenari in merito al maxi appalto da circa 25 milioni per la gestione della raccolta differenziata. Il precedente accordo tra Comune e Tekneko è scaduto a luglio 2022 e l’azienda ha ottenuto tre proroghe per un totale di quasi 9 milioni. L’ultima scade a dicembre. Poi l’Agir, tra le cui fila si è insediato anche lo stesso Di Pangrazio, sarà chiamata a indire un nuovo bando. (l.p.)

