Auto a fuoco, distrutte le possibili tracce

15 Ottobre 2019

Il mezzo del prete completamente carbonizzato: difficile provare la matrice dolosa. Dubbi su un uomo avvistato in zona

CAPITIGNANO. Il fuoco ha incenerito tutto. In casi del genere, come affermano alcuni esperti, è difficile repertare persino le tracce di un eventuale innesco doloso. La tanica di benzina non è stata trovata, ma il mistero dell’auto del parroco di Capitignano distrutta da un incendio sabato notte sembra destinato a restare tale.
Intanto, sono stati rafforzati i pattugliamenti da parte delle forze dell’ordine nel paese dell’Alto Aterno, anche se al momento non è stata assegnata alcuna forma di protezione speciale nei confronti di don Ever Jairo Moya Curtas, sacerdote colombiano che guida cinque parrocchie tra Capitignano e San Giovanni Paganica di Montereale. Il parroco si dice convinto che si tratti di un corto circuito.
Le indagini, che proseguono a tutto campo, possono contare sull’apporto delle telecamere di videosorveglianza che si trovano nelle vicinanze del plesso scolastico comunale e, inoltre, all’ingresso del paese. Dalle immagini sarà possibile scoprire se qualcuno, mezz’ora dopo la mezzanotte di sabato, è passato da quelle parti. In paese si è sparsa la voce di un fantomatico uomo dalla maglia bianca avvistato in zona quella notte. Ma si è in cerca di riscontri a quella che potrebbe essere stata semplicemente una suggestione. In attesa della soluzione del giallo sulle cause dell’incendio, nessuna dichiarazione ufficiale da parte dell’arcidiocesi. Il cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi sceglie la linea della prudenza.
I parrocchiani sono solidali col sacerdote. «Un fatto strano e molto grave», afferma una frequentatrice della parrocchia. «In attesa di capire come sia successo, occorrerà subito trovare un’altra macchina, indispensabile a don Ever per spostarsi in tutto il territorio per il suo servizio pastorale alla comunità».
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