Auto bruciata, una vendetta: sotto inchiesta la vicina di casa

14 Luglio 2022

Ritenuta la mandante, nel mirino degli investigatori anche due giovani presunti esecutori dell’attentato Minacce nei giorni precedenti al rogo e c’è anche un filmato. Il tutto dopo una lite al supermercato 

SULMONA. Si stringe il cerchio attorno ai responsabili – forse tre – che la notte tra il 1° e il 2 luglio ha dato alle fiamme una Fiat 500 L in via XXV Aprile, di proprietà di una donna del posto. Nel mirino è finita una residente nello stesso quartiere, che nei giorni precedenti al fatto doloso, avrebbe avuto un acceso diverbio con la proprietaria della vettura. La lite sarebbe avvenuta all’interno di un supermercato. «Te la faccio pagare», «Stai attenta» e, ancora: «Ho visto che hai la macchina nuova, te la faccio bruciare». Queste minacce, insieme ad alcune immagini riprese dalle telecamere di un privato che erano puntate proprio verso la zona dove era parcheggiata l’auto andata a fuoco, hanno spinto gli agenti del commissariato a sospettare su una donna, S.F., iscritta nel registro degli indagati. L’inchiesta è coordinata dal pm Stefano Iafolla. Ma nel mirino dei poliziotti ci sarebbero anche altre due persone che potrebbero aver aiutato la donna a incendiare la vettura. Già nei giorni scorsi la polizia si è mossa in questa direzione effettuando una perquisizione a casa della sospettata sequestrando alcuni oggetti di proprietà della donna tra cui il cellulare. E proprio dall’esame cellulare che sarebbero emersi alcuni riscontri che avrebbero tirato dentro la storia le altre due persone. Telefonate e messaggi inviati e ricevuti nelle ore precedenti e nell’immediatezza del fatto. Anche se per l’avvocato, Alessandro Margiotta, che difende l’indagata non vi sarebbe alcuna prova che dimostrerebbe la colpevolezza della sua assistita. Con molta probabilità, già dalle prossime ore i poliziotti potrebbero stringere ulteriormente il cerchio di indagine coinvolgendo ufficialmente nell’indagine anche gli altri due sospettati. Decisivi saranno i riscontri che dovranno arrivare dal tabulati telefonici e dai contatti registrati sui numeri delle tre persone al momento coinvolte.
Nel frattempo, dopo l’ultima auto andata a fuoco, una quarantina di persone, tutte residenti nella famigerata zona dove negli ultimi anni sono andate a fuoco una sessantina di mezzi, hanno deciso di avviare una petizione che, nei prossimi giorni, consegneranno nelle mani del sindaco al quale hanno già chiesto un incontro. Nella petizione i residenti chiedono interventi urgenti a tutela del quartiere. In particolare chiedono la bonifica dell’area tra gli edifici Ater e la variante alla Statale 17, invasa da erbacce e alberi di alto fusto che faciliterebbero le operazioni ai malintenzionati; l’individuazione di un’area parcheggio nel quartiere; la dislocazione dei mastelli della raccolta differenziata all’esterno dell’isolato; bocchette antincendio in tutti i fabbricati dell’Ater e, soprattutto, una quindicina di telecamere per tenere sotto controllo sia i residenti che le altre persone che transitano nella zona “incriminata” tra via XXV Aprile, via Cappuccini e via Avezzano.
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