Auto bruciate, raffica di perquisizioni

14 Marzo 2020

Primi sospettati dopo il raid di fine febbraio: nel mirino uno straniero, possibili ritorsioni per delle questioni di droga

AVEZZANO. Ritorsioni e minacce dietro all’incendio delle auto nel garage di via America ad Avezzano. Una serie di perquisizioni è stata eseguita dagli agenti del commissariato di Avezzano che stanno seguendo le indagini sull’attentato incendiario del 24 febbraio scorso. Tra le ipotesi si prefigurano anche questioni legate allo spaccio di droga.
Sulla vicenda gli investigatori e gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo, ma nelle prossime ore potrebbero emergere nuovi particolari. Quattro le auto bruciate all’interno del garage condominiale. Nel mirino era finito uno straniero titolare di una partita Iva intestata a una società per la vendita di veicoli. Secondo la ricostruzione di quanto accaduto, l’obiettivo degli attentatori erano due auto di grossa cilindrata, cosparse di liquido infiammabile e date alle fiamme. Si tratta di una Bmw e di una Mercedes Classe C, in conto vendita, entrambe intestate alla società del marocchino. Il cittadino straniero, di 26 anni, in Italia con un regolare permesso del soggiorno, è stato ascoltato in questi giorni dalla polizia. Agenti che successivamente hanno eseguito alcune perquisizioni. Il rogo si è esteso anche ad altre due macchine parcheggiate nel garage, una Fiat Punto e una Lancia Thesis, entrambe di proprietà di due condomini estranei all’indagine. Sul caso è stato consegnato un primo rapporto alla Procura di Avezzano che ha aperto un’inchiesta. Le accuse sono quelle di danneggiamento, anche se dietro all’accaduto ci sarebbero altre questioni al centro delle indagini. Non è l’unico caso di incendio di auto ad Avezzano. Uno, avvenuto il 13 febbraio in via Teramo, ha distrutto due motrici di camion e danneggiato un furgone. Un altro, che si è verificato davanti alla scuola Vivenza, ha distrutto due auto alcuni giorni fa. Sembra però che tra i diversi episodi non ci sia un collegamento.
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