Auto dei ladri in panne Coppia finisce nei guai

Celano, Antidormi ai domiciliari e obbligo di firma per la compagna Avevano tentato di rubare cavi di rame in una centrale termo-elettrica
CELANO. Questa volta è stato arrestato con l’accusa di furto e con lui è finita nei guai anche la compagna. Nei confronti di Luigi Antidormi, 35 anni, di Celano, e di Roberta Felli (39), di Torano, frazione di Borgorose, in provincia di Rieti, è stato emesso un ordine di custodia cautelare dal giudice del tribunale di Avezzano, Maria Proia, su richiesta della Procura. Per il giovane celanese, accusato tra le altre cose della morte del 15enne Marco Zaurrini, investito a maggio del 2015, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari.
La ragazza ha ottenuto l’obbligo di firma.
A febbraio i due erano stati denunciati per tentato furto aggravato in concorso sulla strada provinciale 19 Ultrafucense, nelle vicinanze di una centrale termo-elettrica.
Secondo le accuse, stavano tentando di sottrarre dei cavi in rame. All’interno della loro macchina c’erano ancora gli arnesi da scasso utilizzati per l’effrazione nell’impianto che si trova nel territorio comunale di Celano.
La comparazione delle immagini del sistema di videosorveglianza aveva permesso ai carabinieri della stazione di Celano, agli ordini del luogotenente Pietro Finanza, di raccogliere ulteriori elementi e indizi che incastravano la coppia. Così erano stati denunciati in stato di libertà su disposizione del procuratore della Repubblica, coordinata da Andrea Padalino, e accusati di tentato furto aggravato in concorso. A tradire i due presunti ladri era stata la loro auto. Infatti, dopo il colpo erano fuggiti a bordo della macchina che però era andata in panne non distante dalla zona del furto. Le ricerche dei carabinieri erano però in corso visto che, poco prima, era stato lanciato l’allarme. Durante il pattugliamento i carabinieri avevano individuato la vettura sospetta e avviato una perquisizione, raccogliendo prove e indizi a carico della coppia.
Alcuni giorni fa aveva fatto scalpore la decisione del tribunale di Avezzano di scarcerare il marsicano fermato a un posto di blocco dei carabinieri nella zona del casello autostradale di Magliano de’ Marsi, nonostante i divieti previsti dalla misura di sorvegliato speciale a cui è sottoposto. Su quel caso è stato fatto già un ricorso da parte della Procura. Nel frattempo il giovane, difeso dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, è finito di nuovo nei guai, stavolta però con l’accusa di aver tentato un furto di rame e con un’ordinanza di custodia cautelare. Si attende l’interrogatorio di garanzia che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni.
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