Auto impazzita all’asilo: l’inchiesta ora si amplia

1 Giugno 2022

Ai raggi X anche la posizione dei responsabili della sicurezza e dei dirigenti Attesa per l’esito della perizia, la Procura esamina il piano di scuola e parcheggi

L’AQUILA. Oltre che sulle risultanze dell'esame e delle verifiche tecniche sulla Passat che ha investito sei bambini, di cui uno, il piccolo Tommaso, deceduto, la Procura dell’Aquila attende riscontri sulla sicurezza dei luoghi e della struttura scolastica dove è insediata la scuola dell’infanzia di Pile dove, il 18 maggio scorso, è avvenuta la tragedia: in particolare «se lo stato dei luoghi interno alla struttura scolastica fosse nelle condizioni di esercizio tali da garantire la sicurezza degli spazi dell’area giochi esterna, scena del fatto, se adeguate le protezioni presenti rispetto al potenziale indotto della variazione altimetrica e la circolazione dei veicoli in area interna, e se una valutazione del rischio adeguata avrebbe potuto evitare il rischio concretizzatosi ovvero una diversa gestione per scongiurare l’evento». La richiesta del pm è contenuta nei quesiti alla base della perizia tecnica affidata al tecnico Cristiano Ruggeri che dovrà rispondere in 90 giorni. Le risultanze potrebbero allargare la portata del fascicolo che vede come unica indagata la mamma conducente della Passat che aveva parcheggiato l’auto con a bordo figlio 12enne, nello spazio interno alla scuola, per riprendere altri due figli, gemelli, nell’istituto scolastico. La Passat, per cause che dovrà stabilire la perizia, si è sfrenata sfondando la rete di recinzione, non ancorata al muro ma a terra, che delimita il giardino dove i bambini giocavano. A tal proposito, sia gli uffici comunali sia la dirigenza scolastica hanno consegnato ai vigili urbani la documentazione tra cui i piani di sicurezza. Infatti, la gestione è per così dire “mista”: nel piano strada c’è il nido (bambini da 0 a 3 anni), gestito dall’amministrazione comunale, mentre nel seminterrato, dove è successa la tragedia, c’è la materna (3-6 anni) la cui competenza è dell’istituto comprensivo Mazzini. Di conseguenza, anche i piani di sicurezza sono due e distinti: il parcheggio, non si sa se a norma, fa parte della struttura recintata con un muro di cemento e rete elettrosaldata, il giardino è delimitati da una recinzione sfondata dall’auto lasciata incustodita e partita inavvertitamente. L’immobile, risalente a prima degli anni ’80, è di proprietà del Comune e avrebbe avuto un intervento dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Da decenni la zona interna era adibita a parcheggio non essendoci spazi al di fuori, cioè in una strada trafficata: ma senza segnali e norme che governassero il grande afflusso di auto di genitori che andavano a riprendere i loro figli. Intanto, con le indagini che proseguono a ritmo serrato e con le condizioni dei piccoli feriti che migliorano, i bambini ieri mattina sono tornati a scuola con il sostegno degli psicologi nella struttura di via Ficara, visto che la scuola Primo Maggio è chiusa e sotto sequestro.