Auto pirata: identificati i due fuggitivi

10 Settembre 2020

Nei guai per lesioni il conducente di un furgone bianco accusato di aver investito una donna durante l’emergenza incendi

L’AQUILA. Li ha traditi lo specchietto bianco. Quel pezzo caduto a terra e ritrovato nell’immediatezza dei fatti ha permesso agli investigatori di risalire al furgone e a chi lo conduceva la notte del 3 agosto scorso sulla statale 80, a Cansatessa, in piena emergenza incendi. E così, due persone sono state identificate e ora rischiano una denuncia. Il guidatore per lesioni personali stradali gravi e l’aggravante della fuga, il passeggero per omissione di soccorso (in concorso).
Una casalinga di 54 anni fu investita mentre camminava sul ciglio della statale 80, vicino a casa sua, da un furgone di colore chiaro. La donna, che si trovava in compagnia della figlia, fu colpita dalla fiancata anteriore e dallo specchietto retrovisore destro del veicolo riportando nella caduta lesioni gravi in più parti del corpo e una prognosi provvisoria superiore ai 40 giorni. Le prime indagini condotte dalla Polizia Stradale, in sinergia con le Volanti, tramite l’acquisizione di immagini video di alcuni impianti di sorveglianza e le risultanze della consultazione di banche dati, portavano gli investigatori ad allargare le ricerche alle regioni limitrofe. Grazie allo scrupoloso esame dello specchietto esterno destro rimasto sul posto e alla collaborazione fornita dalla Stradale di Caserta, veniva identificato il rivenditore del furgone fuggitivo e, in breve, anche il conducente e il passeggero, rispettivamente L.A., di 50 anni, di Cicciano (Napoli) e G.A., 48 anni, abitante in provincia di Caserta.
I due, dipendenti di una ditta di lavori stradali proprietaria del veicolo, pur confermando l’impatto, riferivano di essere convinti di aver investito un animale. Versione che non ha convinto gli inquirenti, dal momento che il conducente aveva provveduto, subito dopo l’incidente, a sostituire entrambi gli specchietti esterni di altro colore e il faro anteriore destro nonché a riparare alla meglio il parafango destro. Iniziative che propendono più a ipotizzare una fuga con omissione di soccorso e susseguente occultamento delle prove. Il conducente rischia una pena di oltre 3 anni e il trasportato analoga sanzione nella forma del concorso per l’omissione di soccorso. All’eventuale accertamento della responsabilità penale conseguirà il risarcimento per i danni fisici subiti dalla donna.
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